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Cosa significa la fila davanti al primo Miagola caffè italiano a Torino
1 Aprile 2014

Cosa significa la fila davanti al primo Miagola caffè italiano

Lunga coda davanti al primo Miagola caffè italiano di Torino. Cosa significa questo grande accesso di pubblico? Ci siete già stati?

È domenica mattina, nonostante sia primavera, fa un bel freschetto a Torino, quasi piove. Decido, perché la curiosità mi anima da sempre, di prendere un’amica e andare a “ficcare il naso ” al primo bar dei gatti italiano, il MiaGola Caffè di via Amendola.

Ha aperto il giorno prima e ne hanno parlato tutti i giornali, accolto con entusiasmo e grande curiosità. Questo tipo di bar si basa sulla formula caffè + gatti che gironzolano nel locale, si fanno accarezzare, dormono. In pratica stanno come a casa loro.

Faccio una piccola ma necessaria premessa: io amo i gatti, non riesco a immaginare una vita senza un felino accanto. Sono abituata ai gatti, anche ad averne molti attorno. Dunque l’idea di un bar con felini mi diverte, mi intenerisce e mi incuriosisce tutto allo stesso tempo.

Quando giungiamo puntuali come degli svizzeri alle 10, orario di apertura domenicale, la serranda è ancora abbassata, ma ci sono già in coda almeno 10 persone.

Avete letto bene, in coda. Dieci persone. Sta quasi per piovere ed è domenica.

Va bene, mi dico, ne approfitto per sbirciare le vetrine, per cercare di vedere qualche gatto dormiente. È tutto buio e non vedo anima viva… Leggo le regole del bar, tra cui “non fate rumori molesti” e altri comportamenti di buon vivere civile con degli animali. Non si possono portare cani, se ci state pensando.

I gatti sono tutti presi da gattili, e- così ho letto- all’interno del locale c’è una video bacheca per le adozioni di altri animali bisognosi.

miagola-caffe
Lunga fila davanti al primo Miagola caffè aperto a Torino

Alle dieci e dieci circa, la fila conta venti persone, e una serranda semi alzata. Buio totale all’interno e numerosi bambini che si avvicinano alle vetrine speranzosi.

Sono le dieci e venti, io ho freddo, e anche fame. Si affaccia una ragazza a una vetrina e mostra un bellissimo gatto ai bambini appiccicati al vetro, e dopo un minuto circa, il gatto se ne va  comprensibilmente a dormire in una cuccia.

Alle dieci e trenta la fila è lunga, i bambini tanti, la mia pazienza finita.

Inizio a pormi delle domande sugli astanti, tipo “ma non avete gatti a casa da guardare?” oppure “Portate qui i bambini a vedere i gatti perché così poi non li dovete avere in casa?”

miagola caffe Torino

Quando mi rendo conto che io ho 4 gatti a casa, salvati da disparati destini e ho anche la moka, oltreché dei biscotti per fare colazione, desisto e lascio la coda con la mia amica.

La fila ha i primi cedimenti, alcuni vanno nel bar all’angolo, per sorvegliare il gruppo al caldo (mangiando), altri desistono e vanno a casa.

Il punto è, cosa dice di noi quella fila davanti al MiaGola Caffè? Non abbiamo il coraggio di adottare un gatto e veniamo a vederli e toccarli mentre facciamo colazione? Oppure ricerchiamo il loro calore felino, la loro bellezza, in ogni momento della giornata, anche quando non siamo a casa?

Comunque, se ve lo state chiedendo, tornerò. Ho ancora molte curiosità.

Federica Gemma

Laureata in Scienze della comunicazione, con una specializzazione in sociologia ambientale, è curiosa di tutto e tutti. Tiene corsi, legge, scrive, comunica. Adora la cucina e vivere in modo sostenibile. Il suo motto è: "Ogni posto è buono per fare la raccolta differenziata, non ci sono scuse"

1 Comment Lascia un commento

  1. Ciao!
    Volevo solo dire che a volte non è solo il “coraggio che manca” a non far prendere un animale con sè… ma purtroppo è semplicemente lo stile di vita che uno conduce.
    Gli animali non sono un soprammobile: richiedono tempo, da dedicare al rapporto con loro proprio e se uno esce di casa alle 8 di mattina e torna alle 8 di sera… e prende lo stesso un animale beh… probabilmente l’ha scambiato per un suppellettile… questo solo secondo il mio punto di vista ovviamente… 🙂
    Tania

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