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Fare luce attraverso l’urina, un progetto importante per la sicurezza delle donne
31 Marzo 2015

Fare luce attraverso l’urina, un progetto importante per la sicurezza delle donne

E’ proprio così: urinare potrebbe non essere solo un gesto obbligato per liberarci dalle scorie e dalle tossine.

Potrebbe diventare una importante fonte di energia, sopratutto per il popoli in via di sviluppo.

E’ su questo concetto che l’Università di Bristol, la University of the West of England, ha iniziato e conduce tuttora uno studio sul come produrre elettricità dall’urina umana.

light safety for night
http://www.treehugger.com/

A capo del progetto, il professor Ioannis Ieropoulos, direttore del Bristol BioEnergy Centre, che spiega in una dichiarazione alla stampa il funzionamento del prototipo in uso al dipartimento, un gabinetto in cui gli studenti sono invitati a “donare” la loro urina per alimentare le celle che producono energia.

“Le celle a combustibile microbiche funzionano impiegando microbi vivi che si nutrono di urine (il loro carburante) per la propria crescita e nutrimento. La batteria è un sistema che sfrutta una parte di quell’energia biochimica e la converte direttamente in elettricità, che noi chiamiamo urine-tricity. E’ una tecnologia  green  proprio come sembra, non si utilizzano combustibili fossili e stiamo usando un prodotto di scarto molto disponibile”.

fare luce con l'urina
http://www.svagonews.com/

Lo scopo di questa operazione è in primo luogo quello di alimentare con questa energia a costo zero un campo profughi seguito da Oxfam, confederazione internazionale specializzata in aiuti umanitari. In particolare di illuminare la zona dei bagni pubblici, in modo che le donne che se ne debbano servire quando cala la luce naturale, non rischino violenze nel momento in cui si recano in bagno.

produzione energia elttrica
http://www.bristol247.com/

Il progetto si pubblicizza infatti con il claim “Light for safety at night” (luce per la sicurezza durante la notte).

Le implicazioni di un progetto così sostenibile, potete ben immaginare sono molteplici. Costi contenuti, risorsa primaria rinnovabile e gratuita, scopo umanitario da raggiungere di importanza elevata.

 

Federica Gemma

Laureata in Scienze della comunicazione, con una specializzazione in sociologia ambientale, è curiosa di tutto e tutti. Tiene corsi, legge, scrive, comunica. Adora la cucina e vivere in modo sostenibile. Il suo motto è: "Ogni posto è buono per fare la raccolta differenziata, non ci sono scuse"

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