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Mango Materials, tessuti prodotti dalle emissioni di metano - eHabitat

Mango Materials, tessuti prodotti dalle emissioni di metano

Ebbene sì, realizzare degli abiti dalle emissioni di metano è possibile! Mango Materials, una start up con sede a San Francisco, attraverso un metodo innovativo, riesce a trasformare questo gas in filati.

Un nuovo modo di vedere la moda in un’ottica sostenibile, ideato da Molly Morse, ingegnere e CEO dell’azienda, specializzata in bioplastiche.

Photo: Mango Materials
Photo: Mango Materials

Come Mango Materials trasforma il metano in filati

La Mango Materials trasforma il metano in un polimero biodegradabile. Com’è possibile?

Per raggiungere questo obiettivo utilizza dei batteri che cibandosi delle emissioni del gas producono poliidrossialcanoati (PHA). Questi ultimi sono dei polimeri che, grazie alle loro proprietà intrinseche, possono essere riutilizzati per produrre dei filati, quindi dei capi di abbigliamento. Gli indumenti prodotti con questa specie di plastica sono completamente biodegradabili e non hanno un impatto ambientale.

Photo: Mango Materials
Graphic: Mango Materials

Attraverso questo schema possiamo capire meglio come funziona il ciclo di prodotto. Dunque, i rifiuti emettono del metano che alimenta dei batteri in grado di produrre dei PHA. Questi polimeri possono essere filati, per cui si possono realizzare delle magliette e indumenti vari, ma non solo, anche tappeti e packaging.

Il tessuto è completamente biodegradabile, quindi nel momento che diventa uno scarto e finisce in discarica, può essere riutilizzato per creare dei nuovi filati. In sintesi, un metodo di produzione che rientra in toto nell’ottica dell’economia circolare. Ma i vantaggi non sono finiti, infatti, essendo biodegradabile è anche meno impattante degli scarti di lavaggio di altri tessuti. Vediamo insieme perché…

Tessuti biodegradabili che diminuiscono l’inquinamento oceanico da plastica

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Pensiamo al lavaggio dei nostri indumenti: le microfibre sintetiche sono un problema significativo per la salute dei nostri mari. Infatti, dopo un lavaggio sia a mano sia in lavatrice, le microfibre sintetiche dei nostri capi vengono riversate nei mari, fiumi e oceani, inquinandoli.

Questo è uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni e molte case di moda attente al tema stanno trovando delle soluzioni a questo problema. Le microfibre dei tessuti prodotti da Mango Materials sono biodegradabili, per cui potrebbero essere tranquillamente decomposte, al contrario di quelle sintetiche.

Photo: Mango Materials
Photo: Mango Materials

Attualmente la start up sta utilizzando le emissioni di gas metano di una discarica di San Francisco. Il team di lavoro è interdisciplinare: ingegneri, scienziati ma anche imprenditori e innovatori. L’azienda è stata costituita nel 2010 e ha vinto numerosi premi e riconoscimenti per il suo operato, tra i quali il Top Green Chemistry Innovator by LAUNCH e il “Most Innovative Business” premio del Think Beyond Plastic.

Un’azienda determinata a sviluppare il suo progetto ed espandere le sue collaborazioni per produrre dei tessuti all’avanguardia.

Attualmente, il mondo della moda sta cercando delle nuove soluzioni per impattare il meno possibile sul pianeta. Dall’utilizzo di materiali naturali, al riciclo, all’attenzione verso le energie rinnovabili, sino alla produzione di filati totalmente nuovi prodotti, come in questo caso, attraverso un ciclo di produzione intelligente. Le novità nel panorama del green fashion sono numerose e tra la verità e il greenwashing c’è sempre qualcosa di interessante da scoprire.

Cover Image: © Mango Materials

Maria Rita Corda

Nata a Genova, vive in Sardegna ma con lo sguardo rivolto verso il mondo.
È una comunicatrice specializzata in marketing delle energie rinnovabili. Da qualche anno racconta con entusiasmo i progetti, le novità e le best practice sostenibili italiane e internazionali. Ama la natura, pratica yoga e crede in un futuro a basso impatto ambientale

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