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Lince iberica: come un progetto luso-spagnolo l'ha salvata dall'estinzione - eHabitat
27 Novembre 2018

Lince iberica: come un progetto luso-spagnolo l’ha salvata dall’estinzione

Nel 2002 la specie felina era quasi estinta, ora sono più di 600 gli esemplari nelle zone più selvagge della penisola iberica

Nel 2002 gli esemplari di lince iberica (Lynx pardinus) erano meno di 200 e la specie felina separatasi dai grandi carnivori (tigri, leoni, giaguari e leopardi) fra i tre e i quattro milioni di anni fa sembrava essere ormai avviata verso l’estinzione. Oggi, a sedici anni di distanza, grazie al progetto di ripopolamento Life Iberlince gli esemplari presenti sul territorio iberico sono oltre 600. I dati del censimento 2017 si fermano a 589 esemplari, ma stime più recenti ci dicono che il muro delle sei centinaia è già stato superato.

Questo ritorno della lince iberica si deve al lavoro fatto negli ultimi cinque lustri dal progetto Life per il ripopolamento di quella che è la più grande specie felina europea.

La progressione della popolazione andalusa è molto interessante: dai 94 esemplari del 2002, si è passati a 167 esemplari nel 2007, a 313 nel 212 e a 448 lo scorso anno. Oltre agli esemplari presenti in territorio andaluso la lince iberica è ora diffusa nella portoghese Vale do Guadiana (32 esemplari), nella Valle del Matachel (38), nei Montes de Toledo (45) e nella Sierra Morena Oriental (26).

La distribuzione della lince iberica sulla base del censimento 2017
La distribuzione della lince iberica sulla base del censimento 2017

Il destino della lince è strettamente connesso a quello del coniglio selvatico. I due animali si muovono nello stesso ambiente e la scomparsa della preda a causa della mixomatosi ha portato il predatore a un passo dall’estinzione. La diminuzione delle lepri, però, non è stata l’unica causa della decrescita della lince iberica.

Presente in migliaia di unità all’inizio del secolo scorso, la lince iberica è diventata una specie in via d’estinzione a causa della caccia e del bracconaggio.

Nel 1937 venivano commercializzate circa 500 pellicce di lince iberica ogni anno, mentre fra il 1954 e il 1961 sono documentate 152 morti di linci. Nel 1963 inizia il declino: le linci sopravvivono solamente nel sudest della penisola iberica: nella Sierra de Gata, nei Montes de Toledo, a nordest di Badajoz, nella Sierra Morena e nell’area di Doñana. Nel decennio 1978-1988 vengono registrate 356 morti di linci, la maggior parte delle quali a causa del bracconaggio.

Il trend negativo prosegue fino all’inizio del nuovo secolo. Nel 2002, sparita dal territorio portoghese, la lince iberica sopravvive in uno scenario di pre-estinzione (meno di 200 esemplari) a Doñana e nella Sierra Morena. In quello stesso anno parte, con un budget di 9,28 milioni di euro, il progetto Life che ha come obiettivo la stabilizzazione delle popolazioni di lince iberica in Andalusia.

Ora, con sei nuclei di popolazione e oltre 600 esemplari fra Spagna e Portogallo, la specie sembra avere superato la fase di “pericolo critico” rimanendo comunque nella categoria “in pericolo” nella scala IUCN dello stato di conservazione.

Lince iberica: una specie mediterranea

Come spiegato in precedenza, la lince iberica è un felino che si è separato dai grandi carnivori fra i tre e i quattro milioni di anni fa: nonostante ciò la lince iberica è più simile a una tigre che a un gatto. Gli scienziati situano l’origine della lince in Nord America. Dopo essere passata in Eurasia attraverso lo Stretto di Bering, la lince si è spinta nella zona mediterranea durante le glaciazioni del Pleistocene.

La lince iberica è un carnivoro di taglia media con un peso che si aggira intorno ai 12-13 kg. La differenza di peso fra maschio e femmina è di circa 3 kg, mentre la misura media di un maschio è di 80 cm di lunghezza per un’altezza di 45 cm.

Caratterizzata da barba e coda corta, la lince iberica dispone di grandi globi oculari che le consentono di vedere in condizioni di scarsa luminosità. Le orecchie isurte e triangolari le consentono di percepire il rumore delle zampe insonorizzate dei conigli da lontano, mentre con le zampe riesce a compiere lunghi salti che la pongono in una situazione favorevole durante la caccia.

liberazione lince

Animale territoriale, la lince agisce su un territorio di 10-20 kmq marcandolo con escrementi, urina e graffi sulle cortecce degli alberi. Grazie alla sua pelliccia riesce a mimetizzarsi nella vegetazione chiaroscura del proprio habitat naturale. Maggiori sono la popolazione del coniglio selvatico e la superficie di ecosistema mediterraneo ben conservato, migliori saranno le condizioni per il prosieguo del ripopolamento della specie nelle aree meno dense di Spagna e Portogallo. La fase più critica, comunque, è ormai alle spalle.

Oltre all’attività di conservazione e di ripopolamento della specie, il progetto Life propone numerose attività per conoscere questo straordinario animale: per maggiori informazioni si può consultare il sito Iberlince.

Foto e grafici Iberlince e Pixabay

 

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, ha scritto di ecologia, ambiente e mobilità sostenibile per numerose testate fra cui Materia Rinnovabile, La Revue Dessinée, La Stampa Tuttogreen, Ecoblog, La Nuova Ecologia, Terra, Narcomafie, Slow News, Slow Food. Ha pubblicato numerosi saggi fra cui “Giornalismo online”, “Propaganda Pop”, "Cronofagia" e "Geomanzia", "Prime" e "Riconquistare il tempo".

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