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Zoo al tempo del Coronavirus: come cambia la vita degli animali in gabbia
14 Aprile 2020

Zoo al tempo del Coronavirus: come cambia la vita degli animali in gabbia

Costretti tra le mura domestiche, possiamo ora più facilmente empatizzare con la condizione di vita degli animali negli zoo. Cosa succede nei giardini zoologici privi di visitatori?

Gli zoo al tempo del Coronavirus vivono decisamente una situazione surreale ed inaspettata. Solitamente attraversati da visitatori umani, si ritrovano deserti e silenziosi.

Questa volta sono anche gli uomini a sperimentare gli effetti di una vita in gabbia, lontani dalla possibilità di assolvere ad esigenze vitali come quelle della socializzazione.

Se da una parte i proprietari degli zoo rivendicano la necessità di essere sostenuti per il drastico calo di introiti, dall’altra la Natura sembra del tutto disinteressata agli eventi umani.

Anzi, i cicli naturali, seppure alterati dalla reclusione forzata della cattività, sembrano seguire nuovamente il loro corso.

Wet market: una petizione per chiederne la chiusura definitiva in tutto il mondo

Zoo al tempo del Coronavirus: i panda giganti di Hong Kong

È il caso, ad esempio, dei due panda giganti dell’Ocean Park, zoo di Hong Kong. Dopo circa dieci anni, Ying Ying e Le Le, al riparo dagli sguardi e dagli scatti indiscreti del pubblico di visitatori, si sono finalmente avvicinati e accoppiati.

Il mancato ricorso a pratiche di inseminazione artificiale è di buon auspicio per la maggiore probabilità di gravidanza. Questi esemplari sono tra i pochi rappresentanti dei circa 1600-1800 rimasti in natura.

I panda giganti sono, infatti, una delle specie animali più minacciate dal rischio di estinzione a causa della progressiva distruzione del loro habitat.

Per essere certi della buona riuscita, occorrerà attendere almeno giugno, considerato che la gestazione di questi animali va dai 3 ai 5 mesi.

Population by pixel: foto sgranate per denunciare il rischio di estinzione delle specie animali

La reclusione di animali selvatici all’interno di giardini zoologici continua ad essere un retaggio del passato.

Spesso inadeguati per garantire il reale benessere degli animali ospitati, sono ancora considerati fonte di intrattenimento e sfruttamento a fini commerciali.

L’attuale condizione di confinamento sociale che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria in corso potrebbe rappresentare un’importante occasione di riflessione sulla situazione degli animali in cattività.

Non solo zoo, quindi, ma anche circhi ed acquari.

GreenElle

Vive a Roma ma mantiene saldo il legame con il suo sud. Appassionata di scrittura sul web, si interessa a tutto ciò che ruota intorno al mondo 'verde': dall'alimentazione cruelty-free alla mobilità sostenibile, dalla cosmetica ai rimedi naturali, il tutto nell'ottica del benessere per l'uomo e l'ambiente.

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