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Correre o morire, una nuova vita per i levrieri sfruttati
23 Febbraio 2021

Correre o morire, una nuova vita per i levrieri sfruttati

Nuova vita per i levrieri sfruttati

Migliaia di galgos vengono abbandonati o uccisi nel mese di febbraio, quando finisce la stagione di caccia. Diverse associazioni cercano da anni di salvare questi cani e dare una nuova vita ai levrieri sfruttati

Febbraio è un mese nero per i levrieri. La stagione di caccia in Spagna -dove risiede la maggior parte dei cani di questa razza- finisce e migliaia di esemplari vengono abbandonati o uccisi dai loro padroni, che si rifiutano di tenerli fino all’anno successivo. In Italia soltanto da qualche anno è cresciuta la sensibilizzazione nei confronti di questi cani  dove sono attive diverse associazioni che operano per dare una nuova vita ai levrieri sfruttati.

Non è una casualità che il 1º febbraio sia il Giorno Internazionale del Galgo. Una commemorazione che ogni anno acquisisce sempre più importanza e che rappresenta un modo per manifestare contro le torture inflitte a questi animali.

Caccia: nuova stagione ma vecchi problemi

Sono molte le associazioni che si occupano del loro riscatto e cercano di dare una nuova vita a questi cani maltrattati. In Spagna, ogni giorno vengono salvate decine di galgos dalle strade, molti dei quali sono in gravissime condizioni di salute e lottano per sopravvivere e trovare l’amore di una famiglia.

La consapevolezza della situazione dei levrieri è giunta in Italia grazie anche all’associazione Pet Levrieri, nata il 9 novembre 2013 dalla volontà di un gruppo di adottanti di costruire un futuro senza corse a fini commerciali e senza caccia con i levrieri. Si tratta dell’unica associazione italiana tra gli esponenti del movimento mondiale antiracing e anticaccia.

Pet Levrieri collabora con altri paesi che si trovano a gestire elevate quantità di esemplari, come l’Irlanda e la Spagna. Infatti, sono favorevoli alle iniziative di adozione dei greyhound dall’estero verso l’Italia, perché esse possono contribuire a cambiare la percezione nei confronti dei levrieri che hanno già sofferto tanto.

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In questi paesi i levrieri non considerati come cani e sono disprezzati come un oggetto che si butta non appena non serve più. Uno dei problemi centrali sono le statistiche. In Spagna, dove si contano quasi 17 mila allevatori di galgos, non c’è alcun tipo di controllo sulle nascite o sulle morti. Inoltre, un cane viene considerato abbandonato solo se si coglie il proprietario disfarsene e per questo motivo le statistiche di abbandono sono molto basse. 

Contrariamente a quanto si pensa, i levrieri non hanno bisogno di grandi spazi o di correre lunghe distanze. Hanno solo bisogno di un divano, di cibo e di tante coccole, poiché sono animali molto affettuosi e dormono molte ore al giorno. Sono eleganti ma spesso timorosi, e sono solo alla ricerca di una seconda opportunità dopo la vita difficile che hanno avuto prima.

[Immagine di copertina: Josep Maria Aran e Mateu Salvat]

Carla Clúa Alcón

Laureata in giornalismo, vive a cavallo tra l'Italia e la Spagna. Nata nel 1996 a Tarragona (Catalogna), sta conseguendo una Laurea Magistrale in Scienze Internazionali all'Università di Torino. Ha lavorato in diversi media spagnoli, televisione, radio e giornali. Le sue passioni sono viaggiare, scrivere, conoscere la politica e imparare le lingue –ne parla sei!-. Amante del buon cibo, è sempre alla ricerca del sole e del mare.

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