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Cani anti-Covid, il bassotto Otto riconosce i campioni positivi al virus

Cani anti-Covid, il bassotto Otto riconosce i campioni positivi al virus

Cani anti-Covid
Cani anti-Covid

Cani anti-Covid, il bassotto Otto è il primo cane addestrato a riconoscere i campioni positivi al virus. Grazie al progetto del Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università Statale di Milano si punta a un nuovo tipo di screening.

Cani anti-Covid, il bassotto Otto è il primo cane addestrato a riconoscere i campioni positivi al virus. Da un anno, l’animale, insieme alla sua addestratrice Elisa Marconato, prende parte al progetto scientifico del Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università Statale di Milano, nel laboratorio di fisioetologia di Lodi.

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Il progetto mira ad addestrare i cani all’individuazione di patologie per le quali la diagnosi precoce può rivelarsi determinante. Inizialmente, il progetto era stato avviato per individuare i casi di tumore ai polmoni. Tuttavia, a seguito dell’emergenza pandemica si è deciso di puntare al riconoscimento del virus.

Al cane vengono, dunque, sottoposte sei postazioni, cinque delle quali contengono campioni negativi e una con campione positivo. Quando il cane riesce a individuare quella giusta, si blocca e si siede in attesa di ricevere la sua ricompensa: un gustoso bocconcino.

Il progetto, per il momento, si è svolto interamente in laboratorio, ma l’obiettivo è quello di passare presto al contatto diretto con gli umani.

In questo modo, verrà sfruttato il formidabile olfatto del cane. Grazie ad esso, sarà possibile effettuare uno screening rapido e a basso costo delle persone che frequentano luoghi affollati come scuole, cinema, teatri, aeroporti e stazioni.

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“Tutte le patologie producono i cosiddetti Vocs, composti organici volatili che il cane è in grado di percepire con il suo olfatto affinato” spiega Mariangela Albertini, docente di Fisiologia ed etologia in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

“Si tratta sempre ed esclusivamente di animali di proprietà, non ci sono cani da laboratorio. Insieme ai loro accompagnatori, vengono un paio di volte alla settimana, divertendosi per una mezz’ora circa e ricevendo un sacco di premi.”

[Foto di copertina @MedicalDetectionDogsItaly]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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