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Il riscaldamento del Mediterraneo sta distruggendo la biodiversità marina
1 Settembre 2021

Il riscaldamento del Mediterraneo sta distruggendo la biodiversità marina

Riscaldamento del Mediterraneo
Riscaldamento del Mediterraneo

Il riscaldamento del Mediterraneo, più veloce del 20% rispetto alla media globale, mette a rischio la biodiversità marina e favorisce la diffusione di specie non autoctone. Il WWF chiede azioni mirate per contrastare il riscaldamento delle acque.

Riscaldamento del Mediterraneo, quali sono gli effetti sulla biodiversità marina?

A spiegarlo è un rapporto del WWF che evidenzia come l’aumento delle temperature delle acque nel Mediterraneo sia più veloce del 20% rispetto alla media globale, causando un innalzamento del livello del mare che potrebbe superare il metro entro il 2100. Ciò avrebbe pesanti ripercussioni anche sulla popolazione costiera.

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Il WWF ha, pertanto, invitato tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo a trasformare almeno il 30% delle acque in aree marittime protette entro il 2030. Oltretutto, ha anche chiesto cooperazione tra gli Stati per frenare la pesca intensiva e l’inquinamento.

La fauna marina, sottoposta a enormi pressioni, sta diminuendo, infatti, proprio a causa di fenomeni come l’inquinamento, lo sviluppo costiero e il traffico marittimo.

Il Mediterraneo ospita il 10% di tutte le specie marine conosciute, ma negli ultimi anni il paesaggio ha subito una brusca trasformazione.

Nel mare, infatti, c’è una presenza sempre maggiore di specie non autoctone.

Nello specifico, si registrano 1000 specie animali aliene tipiche dei mari tropicali, la cui sopravvivenza e diffusione è favorita dall’aumento della temperatura media dell’acqua, dovuta ai cambiamenti climatici.

Queste nuove specie stanno sostituendo le specie endemiche, incapaci di adattarsi al clima.

Il riscaldamento delle acque ha determinato anche la morte di numerosi molluschi oltre che di coralli danneggiati dalle attrezzature di pesca sui fondali.

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Il WWF ha sottolineato che esiste una pericolosa relazione tra l‘impatto climatico e l’attività umana sulla vita marina. Per questa ragione è stato richiesto un intervento collettivo attraverso l’azione di tutti i paesi mediterranei al fine di mitigare ulteriori emissioni di gas serra e trovare una soluzione per migliorare la protezione marina e ripristinare la biodiversità.

[Photo by Carissa Gan on Unsplash]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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