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Miele, in Italia la produzione crolla del 95% - eHabitat
17 Settembre 2021

Miele, in Italia la produzione crolla del 95%

Miele Italia
Miele Italia

Miele, l’Italia registra la peggiore annata apistica degli ultimi decenni. In Toscana e in Emilia Romagna la produzione è calata del 95%.

L’Italia è senza miele.

La produzione di miele quest’anno ha registrato un crollo decisamente preoccupante.

I dati peggiori riguardano la Toscana e l’Emilia Romagna dove la produzione è scesa addirittura del 95%. La mancata produzione di acacia in Lombardia ha causato un danno economico che supera i 30 milioni di euro: in media un alveare ha prodotto tra 500 gr/1kg contro i 20 chili degli anni scorsi.

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I problemi non sono mancati neanche al Sud con la produzione di miele d’arancio quasi azzerata in molte zone della Sicilia e della Puglia e una produzione media inferiore del 50%, così come per il miele di sulla.

La pessima annata apistica di quest’anno ha fatto saltare anche la Settimana del miele di Montalcino, in provincia di Siena, che fa parte dell’associazione Le Città del Miele, con quasi mezzo secolo di puntuali edizioni annuali.

Ma a cosa è dovuto questo calo di produzione?

La colpa è, ancora una volta, della crisi climatica.

Basse temperature, violente grandinate, bombe d’acqua e sbalzi termici hanno compromesso le colture primaverili di tarassaco e ciliegio, causando anche una scarsissima produzione di miele d’acacia.

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Il ritardo delle fioriture ha, inoltre, avuto un serio impatto sulla produzione di nettare. Molti produttori sono stati costretti a ricorrere alla nutrizione artificiale degli alveari.

Le fecondazioni, inoltre, sempre a causa delle condizioni atmosferiche, si sono ridotte di circa il 20% con gravi sofferenze delle aziende apistiche.

L‘Associazione apicoltori Arezzo Siena e Grosseto (Asga) chiede di “stimolare la politica ad aiutare gli apicoltori che, non solo soffrono la mancata produzione di miele, ma dovranno provvedere al mantenimento delle api a causa della drastica riduzione dovuta all’andamento climatico della scorsa primavera.

Le stesse api, osserva l’associazione, “non hanno sufficienti scorte per poter passare indenni l’inverno che sta bussando alle porte”. 

[Photo by Art Rachen on Unsplash]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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