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Peste suina africana, attività sospese e stop alle esportazioni di carni
15 Gennaio 2022

Peste suina africana, attività sospese e stop alle esportazioni di carni e salumi

Peste suina africana
Peste suina africana

Peste suina africana, in 114 comuni di Piemonte e Liguria stop a numerose attività a contatto con la natura per arginare il diffondersi del virus.

Peste suina africana, è arrivata l’ordinanza congiunta dei ministeri della Salute e dell’Agricoltura.

L’ordinanza si è rivelata necessaria dopo che, lo scorso fine settimana, sono stati trovati nell’Alessandrino tre cinghiali morti per il virus.

Attività sospese nelle zone infette

Sono saliti a 114 (78 in Piemonte e 36 in Liguria) i comuni inseriti nella “zona infetta” da Peste suina africana. In questi 114 comuni viene vietata la caccia, il trekking, il mountain biking, la pesca e la raccolta di tartufi e funghi.

Riscontrata radioattività in cinghiali e funghi: la triste realtà dentro e fuori agli allevamenti

Ci saranno, dunque, forti limitazioni per le attività all’aria aperta.

Le uniche eccezioni riguardano la caccia selvatica selettiva del cinghiale, le attività connesse alla salute, alla cura degli animali detenuti e selvatici e delle piante.

Al momento i cinghiali trovati morti per questa malattia sono quattro.

L’ordinanza precisa che queste disposizioni “si applicano anche alle Regioni a statuto speciale e alle provincie autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione”.

Le disposizioni sono efficaci per sei mesi.

Peste suina africana, scatta l’allarme in Piemonte e Liguria

Come si legge sul sito della Regione Piemonte, “La Peste suina africana è una malattia infettiva altamente contagiosa, tipicamente emorragica, causata da un virus appartenente al genere Asfivirus che colpisce solo i suidi domestici e selvatici causando un’elevata mortalità. Non si trasmette all’uomo, quindi non ci sono rischi per la popolazione. Il virus è molto stabile, rimane infettante per diverse settimane anche nelle carcasse abbandonate sul territorio viene inattivato solo dalla cottura e da specifici disinfettanti“. 

Nel frattempo, come annuncia Confagricoltura, cominciano ad arrivare i primi stop alle esportazioni di carni e salumi made in Italy. Per il momento lo stop è arrivato dai seguenti paesi: Svizzera, Kuwait, Cina, Giappone e Taiwan.

Secondo i dati di Cia-Agricoltori Italiani, sono a rischio le esportazioni per un valore di 1,7 miliardi di euro.

[Photo by Tim Schmidbauer on Unsplash]

Fabrizio Simone

Nato a Torino, dopo aver conseguito la laurea in Dams si iscrive a un master in progettazione della comunicazione digitale. Oltre a scrivere, lavora come guida al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Nel tempo libero si dedica alle sue passioni che comprendono il cinema e la lettura di libri e fumetti.

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