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Nuovo report IPCC, cosa fare per arrestare il surriscaldamento globale
20 Aprile 2022

Nuovo report IPCC, cosa fare per arrestare il surriscaldamento globale

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Bando alle chiacchiere. Cosa bisogna fare -immediatamente e nel concreto- per fermare il surriscaldamento globale? La terza parte del sesto report IPCC, recentemente reso pubblico, si dedica proprio a questo. Identificare quali politiche vanno messe in atto e quali cambiamenti si devono attuare negli stili di vita per avere un cambio di rotta.

Soluzioni concrete per fermare il surriscaldamento globale sono al centro della terza parte del Report IPCC.

L’Intergovernative Panel on Climate Change ha recentemente reso pubblica la terza e ultima parte del suo sesto rapporto. Se le prime due avevano analizzato minuziosamente numeri e dati che descrivono la situazione attuale e le potenziali conseguenze devastanti del cambiamento climatico sulla vita dell’uomo e degli ecosistemi, quest’ultima sezione si arma di concretezza, suggerendo quali politiche e comportamenti adottare -immediatamente- per invertire la rotta. Mitigazione è la parola chiave, da ottenere con specifiche azioni di contenimento e contrasto delle emissioni.

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Report IPCC, le tre condizioni per fermare il cambiamento climatico

Secondo gli scienziati, il superamento di 1,5°C  rispetto all’epoca preindustriale (soglia che i Paesi del mondo hanno fissato come “accettabile” durante la storica Cop 21 di Parigi) è ormai difficile da evitare, anche e soprattutto per il ritardo con cui ci si sta muovendo per arginare la crisi climatica.

Tuttavia, stando al rapporto, il superamento potrebbe essere temporaneo. Le temperature potrebbero, infatti, essere riportate a +1,5° C entro la fine di questo secolo solo a patto che vengano soddisfatte tre condizioni:

  • Ridurre drasticamente le emissioni. Nel decennio in corso, i Paesi devono ridurre drasticamente le emissioni di gas serra. Per farlo, è necessario smettere subito di utilizzare combustibili fossili e di immettere gas climalteranti in atmosfera. Si tratta di una condizione irrinunciabile che, tuttavia, si scontra prepotentemente con le recenti proposte giunte -in Italia e nel mondo- per tamponare gli effetti dell’attuale crisi legata ai costi dell’energia.

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  • Tutelare gli ecosistemi. Atra priorità -sottoposta, tuttavia, alla prima- deve essere preservare quegli ecosistemi che naturalmente assorbono CO2, come le foreste, gli oceani, le paludi, le torbiere. Allo stesso tempo, sarà necessario rigenerare piantumando alberi, riforestando e ripristinando la salute dei suoli.
  • Sottrarre la CO2 in eccesso con l’implementazione di nuove tecnologie in grado di rimuovere e stoccare l’anidride carbonica di troppo dall’atmosfera. Anche questa condizione -ribadisce l’IPCC- non può prescindere dall’immediato abbandono dei combustibili fossili.

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Cambiare gli stili di vita

Il report si sofferma, inoltre, su un’ulteriore necessità che coinvolge tutti: cambiare profondamente gli stili di vita. Dal cibo all’approvvigionamento energetico, dai trasporti all’edilizia, preferire opzioni poco impattanti è un dovere per chiunque intenda fare la propria parte. Soprattutto da quella piccola porzione di popolazione globale (circa il 10%) che, alimentando con la propria domanda sistemi altamente inquinanti ed energivori, produce una quantità sproporzionata di emissioni (tra il 34 e il 45%).

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Fatta salva la disponibilità delle informazioni e delle tecnologie necessarie, la chiave del cambiamento sta nel sovvertire le dinamiche del sistema e la mentalità delle persone che ne fanno parte.

Il rapporto completo

Resa pubblica la terza e ultima sezione del sesto rapporto dell’IPCC, è attesa per settembre 2022 il documento conclusivo, che conterrà la sintesi delle tre parti.

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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