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Nobel per la Pace 2024 al movimento anti-atomiche Nihon Hidankyo
18 Ottobre 2024

Nobel per la Pace 2024 al movimento anti-atomiche Nihon Hidankyo, ragioni e reazioni

Nihon Hidankyo nobel per la pace 2024

L’organizzazione giapponese Nihon Hidankyo, formata dai sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, è la vincitrice del premio Nobel per la Pace 2024. Per un futuro senza armi nucleari.

11 ottobre 2024: il Nobel per la Pace viene assegnato all’organizzazione giapponese Nihon Hidankyo, associazione fondata dai sopravvissuti al lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki durante la Seconda guerra mondiale.

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Le motivazioni del Premio a Nihon Hidankyo

Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di attribuire al movimento l’ambito riconoscimento per premiare i suoi sforzi verso un mondo libero dalle armi nucleari. L’organizzazione ha infatti svolto un ruolo cruciale nella diffusione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (Tpwn), entrato in vigore nel 2021. Non smette, inoltre, di coinvolgere le nuove generazioni per un futuro senza armi nucleari.

Le testimonianze degli Hibakusha- così vengono chiamati i sopravvissuti all’atomica in Giappone- dimostrano e ricordano al mondo intero che le armi nucleari non devono mai più essere utilizzate. “Le potenze nucleari stanno modernizzando e potenziando i loro arsenali; sembra che nuovi Paesi si stiano preparando a dotarsi di armi nucleari e si minaccia l’uso di armi nucleari nelle guerre in corso. In questo momento della storia umana, vale la pena ricordare cosa sono le armi nucleari. Le armi più distruttive che il mondo abbia mai visto“, ha spiegato il Comitato, motivando la sua scelta.

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Giappone post-atomico: origini e storia di Nihon Hidankyo

Le due bombe atomiche americane sganciate su Hiroshima e Nagasaki nell’agosto 1945 uccisero circa 120.000 persone. Un numero simile morì in seguito per ustioni e lesioni da radiazioni. Si stima che 650.000 persone- gli Hibakusha- siano sopravvissute.

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Il destino dei sopravvissuti è stato a lungo celato. Poi, nel 1956, le associazioni locali di Hibakusha- insieme alle vittime dei test sulle armi nucleari nel Pacifico- formarono la Confederazione giapponese delle organizzazioni dei malati di bomba atomica e H, di cui Nihon Hidankyo è l’abbreviazione.

Da allora, Nihon Hidankyo ha due obiettivi principali. Il primo è promuovere i diritti sociali ed economici di tutti gli Hibakusha. Il secondo è garantire che nessuno sia mai più soggetto alla catastrofe che ha colpito l’Hibakusha. Non a caso, il loro motto è: “Mai più Hibakusha”.

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Italia, le reazioni delle organizzazioni per il disarmo

Nel 2017 il Premio Nobel per la Pace andò all’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons. Ora, in Italia e nel mondo, i movimenti per il disarmo esprimono soddisfazione per la scelta di ribadire l’importanza di rinunciare alle armi nucleari per dare al futuro una speranza di pace.

In particolare, la mobilitazione “Italia, ripensaci” (promossa da Rete Pace Disarmo e Senzatomica e parte proprio della premiata International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) gioisce per l’assegnazione. “Come organizzazioni che da tempo si impegnano per eliminare le armi nucleari della storia non possiamo che essere soddisfatti delle motivazioni di questo premio scelte dal comitato di Oslo, in un periodo storico in cui purtroppo le minacce nucleari stanno tornando ad essere concrete” scrive l’organizzazione sul suo sito.

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E aggiunge: “Rete Pace Disarmo e Senzatomica auspicano che l’opinione pubblica e la politica italiana guardi a questo esempio luminoso di azione per la Pace. Per farsi ispirare in azioni concrete verso il disarmo nucleare, in particolare scegliendo di ratificare il Trattato per la proibizione delle armi nucleari TPNW”.

[Foto nobelprize.org]

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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