Stretto di Hormuz, non solo un crocevia energetico globale, ma anche un ecosistema marino fragile minacciato da traffico navale, inquinamento e cambiamenti climatici.
Conosciuto soprattutto per la sua importanza geopolitica ed energetica, lo Stretto di Hormuz rappresenta anche un delicato ecosistema marino.
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Situato tra l’Iran e l’Oman, collega il Golfo Persico al Golfo di Oman, ed è attraversato ogni giorno da decine di petroliere e navi cargo. Questa intensa attività comporta rischi ambientali significativi: sversamenti accidentali di petrolio, inquinamento cronico da idrocarburi e microplastiche, e disturbo agli habitat costieri.
In quest’area vivono specie marine vulnerabili, come delfini, tartarughe e dugonghi, mentre le mangrovie e i coralli lungo le coste affrontano minacce crescenti dovute al riscaldamento delle acque e all’acidificazione.
A rendere il quadro ancora più critico, l’aumento del traffico navale e i cambiamenti climatici stanno alterando l’equilibrio di questo braccio di mare, rendendo urgente una riflessione anche ecologica su una delle rotte più strategiche del mondo.
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Lo Stretto di Hormuz non ha quindi una valenza ecologica nel senso tradizionale del termine (come potrebbe averla un parco naturale o una zona protetta), ma è comunque un ecosistema marino sensibile con alcune implicazioni ambientali importanti.
Ecosistema marino delicato
Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e quindi all’Oceano Indiano. È un’area con:
- biodiversità marina significativa: pesci, coralli, cetacei, mangrovie costiere.
- presenza di ambienti costieri vulnerabili, soggetti a impatti da attività umane, inquinamento e riscaldamento delle acque.
Rischio ambientale legato al traffico petrolifero
Lo Stretto è una delle rotte più trafficate al mondo per il trasporto di petrolio. Questo comporta:
- elevato rischio di sversamenti di greggio e sostanze chimiche.
- inquinamento cronico da navi cargo (idrocarburi, plastica, acque di zavorra invasive),
- disturbo agli ecosistemi marini e alle coste limitrofe (Iran, Oman, Emirati).
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Impatti del cambiamento climatico sullo Stretto di Hormuz
L’area è esposta a:
- innalzamento del livello del mare,
- aumento della salinità e della temperatura delle acque,
- acidificazione marina, che minaccia coralli e habitat.
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Presenza di fauna vulnerabile
Ci sono occasionali segnalazioni di delfini, dugonghi e tartarughe marine nelle zone costiere del Golfo Persico e adiacenti allo stretto, che però sono vulnerabili a ogni forma di impatto umano.
[Cover Image @Pixabay]
