A Genova un robot raccoglimozziconi in azione al porticciolo di Nervi. L’iniziativa ‘Il mare comincia qui’ unisce tecnologia e tutela ambientale
In poche ore, lo scorso 17 giugno, l’area del porticciolo di Nervi è stata ripulita da ben 7.500 mozziconi di sigaretta ed altri rifiuti solidi dispersi grazie all’iniziativa di sensibilizzazione ambientale Il mare comincia qui, promossa dagli studenti e insegnanti dell’International School of Genoa (ISG) in collaborazione con il Centro sportivo SAL, AMIU Genova, l’Istituto italiano di Tecnologia (IIT), la start-up OUTBE, l’Università di Genova e sotto il patrocinio del Comune di Genova, del Municipio IX Levante, dell’Unicef e dell’Unesco. Protagonista dell’iniziativa è stato VERO, un robot raccoglimozziconi.
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A questo interessante evento per la lotta contro l’inquinamento costiero hanno partecipato anche cittadini e volontari di altre associazioni, quali PuliAMO la Foce, Comitato Pegli Bene Comune e American International Women’s Club. L’iniziativa gode pure del sostegno dell’Acquario di Genova e del progetto europeo ProBleu, il cui obiettivo è quello di sensibilizzare le comunità scolastiche sull’importanza della tutela delle acque e degli oceani.
L’inquinamento da mozziconi
L’importanza di questa bella iniziativa molto partecipata si spiega con il fatto che i mozziconi di sigaretta sono tra i rifiuti plastici più tossici e diffusi in tutto il mondo, tanto che un singolo pezzo può arrivare a contaminare fino a mille litri d’acqua, come bene evidenziato da numerosi studi scientifici.
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In Italia si producono in media ogni anno 13mila tonnellate di rifiuto da mozziconi. Se poi pensiamo che il 40% dei rifiuti rinvenuti in mare è composto da filtri di sigaretta possiamo facilmente intuire la gravità del fenomeno. Quest’ultimi infatti contengono migliaia di sostanze chimiche tossiche (nicotina, metalli pesanti ecc.) e di fibre microplastiche, altamente nocive per gli organismi acquatici e la salute degli ecosistemi marini.
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Non si tratta dunque di residui innocui ma di rifiuti classificati come pericolosi, che se dispersi nell’ambiente possono pesantemente inquinare le acque superficiali ed alterare la biodiversità. Una recente ricerca condotta dall’Università svedese di Göteborg, pubblicata sulla rivista “Microplastics and Nanoplastics”, ha rilevato che i pesci esposti alle concentrazioni corrispondenti alle tossine emesse da due semplici mozziconi di sigaretta possono andare incontro alla morte. Ogni filtro è composto da circa 15mila fibre di microplastica e secondo le stime i mozziconi di sigaretta rilasciano nell’ambiente ogni anno 0,3 milioni di tonnellate di fibre di plastica, una quantità pari a quella prodotta dalle lavatrici domestiche in tutto il mondo.
Tornando all’iniziativa in questione che si ripete annualmente, è stato rilevato che i mozziconi raccolti hanno raggiunto quantità tali da poter potenzialmente intossicare l’intero bacino di pertinenza del porticciolo di Nervi.
L’iniziativa
Dopo essersi ritrovati presso i locali del Centro sportivo SAL antistante alla spiaggia, gli studenti e gli altri volontari hanno dedicato tre ore alla raccolta e differenziazione dei rifiuti solidi dispersi nell’area costiera, provvedendo alla separazione di mozziconi, metalli, carta e plastica. In solo un’ora sono stati prelevati 3.500 mozziconi, saliti poi a un totale di ben 7.500 (pari a 2,5 kg di plastica), numeri che dimostrano quanto anche il mare di Genova sia a forte rischio di inquinamento da microplastiche.
Dopo la raccolta e la pesa, gli studenti sono stati divisi in tre gruppi ed hanno analizzato al microscopio dei piccoli campioni di acqua marina – sotto la supervisione della start-up OUTBE – per monitorare lo stato di qualità dell’ambiente marino. Purtroppo lo spettacolo che si è aperto alla loro vista non è stato dei migliori: sotto le lenti sono emersi molti resti di reti da pesca e lenze, oltre a notevoli quantità di microplastiche che stanno seriamente minacciando le acque costiere.
Il robot raccoglimozziconi VERO
La raccolta di mozziconi è stata resa possibile grazie all’impiego del robot quadrupede VERO (Vacuum-cleaner Equipped RObot), che è stato sviluppato presso il laboratorio Dynamic Legged Systems (DLS) dell’IIT nell’ambito del progetto RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment).
Questo ritrovato tecnologico, perfetto esempio di integrazione tra ricerca scientifica e tutela ambientale, ha suscitato un notevole interesse tra i partecipanti all’iniziativa ed ha rappresentato un momento significativo per la sperimentazione delle soluzioni tecnologiche sviluppate nell’ambito di RAISE, volte a fornire strumenti innovativi per la salvaguardia ambientale.
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Testare il robot in un’ambiente reale ha un duplice obiettivo, “da un lato far conoscere alla gente cosa stiamo facendo e spiegare il progetto, dall’altro avere un vero test sul campo che ci dia feedback utili sul funzionamento della nostra tecnologia. Abbiamo già notato alcune criticità, ad esempio la luce del sole troppo intensa può dare fastidio alle telecamere — tutte esperienze pratiche che poi ci portiamo in laboratorio per migliorare il sistema. E le persone come hanno reagito? Beh, la maggior parte si è mostrata molto stupita e colpita: non è cosa di tutti i giorni vedere un robot che svolge questo tipo di compito per l’ambiente. Sono nate tante belle conversazioni e ci sono arrivati anche suggerimenti interessanti su cosa il robot potrebbe o non potrebbe fare in futuro”, ha commentato Claudio Semini, responsabile dell’unità Dynamic Legged Systems all’IIT.
Le proposte
I giovani coinvolti in questa interessante iniziativa non intendono però limitarsi a giornate dimostrative con operazioni di raccolta. Sono in realtà molto più ambiziosi: oltre all’attività di sensibilizzazione della cittadinanza su questo grave problema ambientale puntano a dar vita a processi di economia circolare, riciclando i mozziconi raccolti con la collaborazione degli enti locali e di aziende specializzate nella trasformazione di questi rifiuti in nuovi materiali d’uso.
I mozziconi sono infatti composti per il 60% da acetato di cellulosa, una plastica che può essere impiegata per fabbricare prodotti quali imbottiture, tessuti tecnici e montature per occhiali. Il partenariato Il mare comincia qui ha dunque proposto al Comune di Genova di realizzare un progetto pilota a bassi costi per il riciclo di questi rifiuti altamente inquinanti, che in tal modo potrebbero inserirsi in una filiera virtuosa.
C’è di più: l’Unione europea è consapevole ormai da tempo del problema dell’inquinamento da mozziconi, tanto da avergli dedicato una parte specifica nella direttiva Ue 2019/904 per le plastiche monouso (nota come direttiva SUP – Single Use Plastic), che prevede tra l’altro che siano i produttori ad accollarsi l’onere finanziario del trattamento di questa tipologia di rifiuto. Al momento però nessuna amministrazione italiana si è ancora avvalsa dei benefici previsti dalla normativa, un punto cruciale messo in evidenza dai membri del partenariato.
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Al di là degli eventuali futuri traguardi che saranno raggiunti, questo bell’evento in compartecipazione si impone già all’attenzione del pubblico, quale meritevole iniziativa di cittadinanza attiva al fine della tutela ambientale.
[In copertina VERO, il robot raccoglimozziconi | Credits foto @RAISE]
