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Riciclo tessile, a Torino nuova vita per le divise della Polizia locale - eHabitat
22 Luglio 2025

Riciclo tessile, a Torino nuova vita per le divise della Polizia locale

riuso tessile RIvestiTO

A Torino, il riciclo tessile prende vita con RiVestiTO: uniformi dismesse, abiti inutilizzati e scarti vengono trasformati in nuovi capi da artigiani e sartorie. Un esempio concreto di economia circolare urbana.

Un protocollo sperimentale trasforma vecchie uniformi e scarti tessili in opportunità creative per artigiani e sartorie torinesi. È RiVestiTO, il progetto che da Torino rilancia il riciclo tessile e sfida la rigida normativa italiana sui rifiuti, creando borse, giubbotti e complementi di arredo a partire da indumenti dismessi. Coinvolti cittadini, aziende e tecnologia per una filiera circolare che dà nuova linfa al settore.

Riciclo tessile, dalle divise al design

Grazie al progetto RiVestiTO, a Torino oltre 800 capi dismessi hanno già preso nuova vita fra le mani di artigiani e designer locali.

Quello che fino a ieri era destinato al cassonetto e alla burocrazia dei rifiuti speciali, oggi diventa materia prima per creazioni uniche e sostenibili. Tutto questo grazie a un corridoio sperimentale – il primo in Italia – che consente, in via temporanea, di trattare i tessili dismessi come beni e non come scarti. Un passaggio in primo luogo semantico, ma anche culturale, e potenzialmente profondo.

Distruzione prodotti tessili, un problema per l’ambiente

L’iniziativa è finanziata dal programma europeo Horizon Europe Climaborough, che coinvolge dodici città pioniere della transizione ecologica urbana.

Cittadini e imprese in prima linea

La rivoluzione dell’upcycling non riguarda solo le uniformi. Fino a settembre 2025, anche cittadini, aziende e negozi potranno partecipare: lenzuola dimenticate in fondo all’armadio, tende dismesse, tovaglie consumate o rimanenze invendute potranno diventare i mattoni di una nuova creatività locale.

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Come funziona? Sul sito di Mercato Circolare è disponibile l’elenco degli artigiani e delle artigiane aderenti all’iniziativa, costantemente aggiornato con i contatti per donare i propri capi o tessuti. Non tutto verrà accettato – perché la qualità è alla base della buona riuscita del progetto – ma anche il rifiuto, in questo caso, diventa un’occasione per ripensare il proprio modo di consumare.

Tecnologia per trasparenza e tracciabilità

Elemento distintivo di RiVestiTO è l’uso della tecnologia. Il sistema Re4Circular, basato su IA, classifica lotti di tessuti e li indirizza verso riuso, upcycling o riciclo. Inoltre, l’app di Mercato Circolare mette in rete cittadini, imprese e artigiani, creando un marketplace trasparente, dove ogni flusso è tracciato.

L’obiettivo è monitorare quantità raccolte, materiali valorizzati, emissioni evitate, al fine di raccogliere dati che possano supportare proposte normative a livello nazionale.

Verso un cambio normativo: trasformare la cultura del tessile

Tuttavia, il vero nodo da sciogliere resta quello normativo. In Italia, per legge (Direttiva Quadro Rifiuti 2008/98/CE), ogni oggetto di cui ci si vuole disfare è automaticamente un “rifiuto”. E quindi, per definizione, non può essere liberamente lavorato da artigiani o sartorie. Un paradosso che, di fatto, ostacola l’innovazione circolare.

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«Vogliamo cambiare questa prospettiva», racconta Nadia Lambiase di Mercato Circolare. «Ci auguriamo che i risultati positivi del progetto possano spingere verso una revisione della normativa, che oggi impedisce di dare nuova vita a materiali ancora preziosi».

In questo senso, il progetto RiVestiTO non è solo una sperimentazione tecnica, ma una dichiarazione d’intenti: dare valore alle mani, alla creatività e all’ambiente per fornire nuovi (e necessari) modelli alternativi all’usa e getta.

[Foto @Mercato Circolare]

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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