Il nuovo cinecomic Marvel, I Fantastici Quattro – Gli Inizi, indaga su come si può fare per dare un mondo migliore a chi verrà dopo di noi.
I Fantastici Quattro – Gli Inizisi apre con una cena della domenica ben preparata. Una terrina di spaghetti con del sugo cotto a puntino e insaporito, poco prima di sedersi, con un pizzico di sale e una spolverata di abbondante parmigiano. Due commensali su quattro si siedono a tavola in attesa degli altri: questi ultimo sono in ritardo, di poco ma che, in questa ritualità, risulta inaccettabile. Poi arrivano, marito e moglie. Vengono rimproverati per il ritardo, dando per scontato che fosse per la cena. Lei si irrigidisce, cerca di capire e poi capisce. Si siedono senza troppe cerimonie. Uno dei commensali, fino a quel momento in silenzio fa una domanda che i ritardatari non si aspettavano: «Sei incinta?». I coniugi, dopo ulteriore esitazione, rispondono affermativamente. Lo hanno scoperto poco prima, mentre si preparavano. Dopo due anni di tentativi ci sono riusciti. La notizia diventa una festa e un’occasione per cenare con più gusto.
Con questa sequenza si apre il nuovo cinecomic Marvel Studios I Fantastici Quattro – Gli inizidi Matt Shakman dal 23 luglio nei nostri cinema. Già da questa prima scena si capisce molto. Da qui è tutto in discesa per la nuova trasposizione della prima famiglia Marvel. Perché proprio questo sono Reed Richards/Mister Fantastic (Pedro Pascal), Ben Grimm/la Cosa (Ebon Moss-Bachrach), Sue e Johnny Storm/la Donna Invisibile e la Torcia Umana (Vanessa Kirby e Joseph Quinn). Sono una famiglia prima ancora che dei brillanti scienziati e astronauti, oltre che supereroi.

Hanno trovato quella compattezza, fin da subito, che non c’era nelle precedenti trasposizioni, in particolare quella del 2015 di Josh Trank (Fantastic 4 – I Fantastici Quattro). Là erano erano tutti giovani coetanei che ricevevano i loro peculiari poteri in modo traumatico e che dovevano imparare a sfruttare e a conviverci. Una visione che associava queste capacità come i cambiamenti che si formano nel corpo e nella mente con la maturazione e la crescita.
Una versione figlia della riscrittura fumettistica Ultimate dei primi anni 2000, soprattutto il ciclo La forza del destino di Brian Bendis, Mark Millar e Adam Kubert. Quel film non aveva funzionato per tanti motivi, primo fra tutti una scrittura troppo elementare, frammentaria. Colpa questa di diversi rimaneggiamenti in fase produttiva e post-produttiva che aveva non poco influito sul prodotto finale. Il risultato è stato rendere ridicole anche le poche buone idee che erano rimaste e che, sotto una supervisione meno nevrotica, si sarebbero tradotte con efficacia.
Neppure il dittico diretto da Tim Story fra il 2005 e il 2007 (I Fantastici Quattro, I Fantastici Quattro e Silver Surfer) risultava riuscito. Si trattava di un prodotto senz’altro godibile ma che lasciava da una parte proprio il significato ultimo. I quattro sono una famiglia. Ciò significa che tutte le decisioni più importanti le prendono assieme, nel bene e nel male. Anche le scelte più estreme e sofferte.

In Gli inizi lo spunto arriva pochi mesi dopo, quando il bambino (poi battezzato Franklyn) sta per nascere. In cielo compaiono delle meteore e una misteriosa figura femminile argentata su di una tavola da surf si presenta al mondo. È Silver Surfer (Julia Garner), l’araldo di un essere cosmico, Galactus (Ralph Ineson), il Divoratore di mondi. Egli, nutrendosi di interi pianeti, trae la sua forza vitale.
Wolf Man – Uomo e Natura nella riscrittura del classico dell’horror
La sua fame lo rende indifferente a chi popola i mondi che distrugge. Compresi i guardiani del mondo, quali si definiscono il quartetto. Infatti i loro poteri richiamano agli elementi basilari l’universo, indicati dal filosofo Lucrezio (98 – 55 a.C.) nel De Rerum Natura (I secolo a.C.) Sono l’acqua che si modella con qualunque superficie; la terra, roccioso simbolo di forza e stabilità; il fuoco che plasma e illumina; l’aria, invisibile ma necessaria. Proprio quest’ultima incarnata nella figura di Sue. Lei presenta il resto della sua famiglia come protettori del mondo in quanto metaforicamente lo rappresentano.
Chi sono ci viene raccontato da un servizio di una trasmissione televisiva. Degli astronauti i quali, durante un viaggio spaziale, vengono a contatto con raggi cosmici che modificano il loro DNA. Rendendoli diversi e fantastici da un certo punto di vista, maledetti dall’altro. Soprattutto Ben, una roccia umana che ne ha stravolto il fisico. Sono divenuti delle star, figure quasi mistiche a cui la gente guarda con adorazione nella loro presunta infallibilità. E adesso che fare, di fronte a una minaccia più grande di qualunque altra che chiede un tributo troppo grande? Un tributo che la famiglia rifiuta perché non può e non vuole accettarlo? Come possono fare i quattro quando lo comunicano al mondo, attirandosi addosso la rabbia di chi si sentono in dovere di proteggere?

Questi sono i dilemmi che ci presenta questo film. Ci presenta gli eroi senza dilungarsi in una classica origin story. Sappiamo quello che c’è da sapere: lo show televisivo serve per gli spettatori sullo schermo e fuori. A presentarli al pubblico del Marvel Cinematic Universe che da anni attendeva una incarnazione degna di nota di questi personaggi.
Fra i primi, tra l’altro, creati da Stan Lee e Jack Kirby nel 1961, come risposta al gruppo della rivale DC Comics, la Justice League. A poca distanza l’uno dall’altro il confronto è anche oggi sugli schermi quest’estate con Superman di James Gunn (trilogia de I Guardiani della Galassia, 2014 – 2023), uscito il 9 luglio. In comune con la famiglia Marvel c’è la volontà di metter il protagonista subito al centro dell’azione e dialogare con l’attualità. In I Fantastici 4 si parla di un mondo che va incontro a un cambiamento drammatico nel quale nessuno è disposto a scendere a compromessi. Con una collettività che è disposta a mettere alla gogna chiunque.
Non è la soluzione. Sue, Reed, Ben e Johnny lo capiscono. La necessità è fare il possibile per chi viene dopo. Nonostante siamo su di un’altra Terra (la 828) c’è un dialogo con la Nostra. Per aiutare ed aiutarci.
