Quando si parla di sicurezza domestica, la scelta dell’antifurto per la casa non dovrebbe basarsi solo sul tipo di modello e sulle sue caratteristiche tecniche e tecnologiche, ma anche su un aspetto spesso trascurato: il consumo energetico. Che si tratti di un sistema filare o wireless, con o senza videosorveglianza, è importante sapere quanta energia utilizza l’intero impianto per poter fare una scelta consapevole, sia in termini di efficienza che di sostenibilità. Vediamo allora quali sono i componenti che incidono maggiormente sui consumi e come valutare l’impatto reale di un impianto d’allarme casa sulla bolletta.
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Componenti chiave del consumo
Partiamo con il dire che un antifurto per la casa è un sistema composto da più elementi che lavorano insieme. Alcuni di questi sono in funzione sempre, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, mentre altri si attivano solo in determinate situazioni.
Il cuore del sistema, nonché la parte dell’antifurto per la casa che consuma di più, è la centralina, che gestisce l’intero impianto e resta sempre attiva e collegata alla corrente. Ci sono poi i sensori (perimetrali, volumetrici, per porte/finestre, ecc.), che si attivano solo in caso di rilevamento, così come le sirene, sia interne che esterne, che restano in stand-by la maggior parte del tempo. Entrambi generano un consumo trascurabile.
Infine, ci sono telecamere e moduli di comunicazione (GSM/GPRS, Wi-Fi), che possono influire di più sul consumo, soprattutto se vengono lasciati sempre attivi.
Allarmi filari e allarmi wireless: differenze nei consumi
Per valutare correttamente il consumo di un antifurto per la casa è fondamentale conoscere la distinzione tra allarmi filari e allarmi wireless.
I primi, essendo collegati alla rete elettrica, generano un consumo costante alto sia per la centralina che per i sensori, che vengono alimentati via cavo.
Al contrario, gli allarmi wireless, pur avendo una centralina simile ai modelli filari, utilizzano delle batterie per i sensori e, per questo motivo, a parità d’uso, consumano meno. Di contro, richiedono una sostituzione delle pile nel tempo.
L’impatto della videosorveglianza sui consumi energetici
Un altro aspetto da considerare per stabilire i consumi di un antifurto per la casa è la presenza o meno della videosorveglianza, ovvero di telecamere integrate al sistema di allarme.
Optare per telecamere sempre attive, dotate di visione notturna a infrarossi, registrazione continua o zoom motorizzato, garantisce sì un livello di sicurezza superiore, ma fa impennare anche i consumi. Al contrario, un antifurto per la casa senza videosorveglianza può rivelarsi poco sicuro ed efficace.
La soluzione, per equilibrare tranquillità e spese in bolletta, è scegliere telecamere che registrano solo in caso di movimento, disattivare la registrazione in fasce orarie sicure oppure optare per modelli alimentati a batteria.
Funzionalità smart e connettività: un consumo leggero ma costante
Infine, quando si parla di consumo di un antifurto per la casa è bene valutare anche la presenza nel sistema di funzionalità smart e connettività.
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Da un lato, la comodità di controllare l’allarme da smartphone, ricevere notifiche in tempo reale, vedere le telecamere in diretta anche da remoto e aggiornare il sistema via cloud è spesso fondamentale per una gestione integrata e completa.
Dall’altro, comportando una connettività costante (Wi-Fi, GSM, sincronizzazioni automatiche, App sempre attive), queste funzioni contribuiscono al consumo di base del sistema, anche quando tutto sembra spento.
