Alla scoperta di Tresigallo, borgo agricolo nel cuore della pianura emiliana che negli anni Trenta è diventato un manifesto a cielo aperto del razionalismo italiano
Nel cuore della pianura ferrarese, tra il Delta del Po e le Valli di Comacchio, sorge il borgo di Tresigallo, oggi parte del Comune di Tresignana.
Si tratta di un raro esempio di “città di fondazione”, progettata negli anni Trenta su impulso di Edmondo Rossoni, allora ministro dell’Agricoltura e originario del paese.

Il suo disegno trasformò un piccolo borgo rurale in una cittadina modernista a pianta razionale, facendone un laboratorio architettonico e urbano unico nel suo genere.
Il centro di Tresigallo rappresenta un manifesto a cielo aperto del Razionalismo italiano: ampie piazze, prospettive geometriche ed edifici pubblici dai volumi essenziali.

Camminare lungo le sue strade, ampie e prive di traffico intenso, è come entrare in una scenografia sospesa nel tempo, che hanno fatto guadagnare al luogo il soprannome di “città metafisica”. Qui arte e funzionalità dialogano in un paesaggio urbano sospeso tra sogno e realtà.
Visitare Tresigallo a piedi o in bici
Dal punto di vista storico, Tresigallo affonda le sue radici nel Medioevo, attestata già nel 1044 con la presenza della pieve, e ha subito progressivi processi di bonifica delle paludi circostanti, che trasformarono radicalmente il territorio.
Chi la visita può scoprire un percorso urbano che tocca alcuni edifici di grande interesse; il borgo si esplora facilmente a piedi o in bicicletta, permettendo di coglierne il fascino senza tempo in una manciata di ore.
Ancora oggi, passeggiare a Tresigallo tra i portici di marmo, le torrette colorate, i volumi geometrici sospesi nel silenzio -magari in una nebbiosa mattinata autunnale- è come camminare dentro un quadro di De Chirico.

La vicinanza a Ferrara e alle Valli di Comacchio rende il borgo anche una tappa interessante per chi viaggia nella pianura padana emiliana, alla ricerca di luoghi insoliti e fuori dalle rotte turistiche più battute. È tappa della “Via del Grande Fiume” e della “Via delle Corti Estensi”.
La “città metafisica” sorge circondata dal verde della campagna: acqua e terra fertile contrastano armoniosamente con l’austerità architettonica del centro urbano, creando un equilibrio suggestivo tra natura e progetto umano.

Un breve itinerario di visita
Si può partire da piazza della Repubblica, fulcro del progetto, un esempio perfetto di armonia razionalista, dove ammirare prospettive geometriche della cittadina.

Quindi visitate la ex Casa del Fascio -uno degli edifici simbolo degli anni Trenta, con facciata sobria ed essenziale- e la Casa della Cultura, dove è presente anche un Info Point turistico.
Da non perdere, inoltre, il Teatro ‘900, ancora utilizzato per spettacoli ed eventi; il mercato coperto, la ex Casa del Balilla e tutto il complesso che, durante il Ventennio, fu dedicato all’educazione e allo sport, con scuole e impianti sportivi.

Iconico e iper-fotografato, infine, l’attuale Urban Center, edificio di colore azzurro sovrastato dalla scritta “SOGNI” a caratteri cubitali, realizzata nel Duemila sulla falsariga dell’insegna “Bagni”, in quanto sede degli spogliatoi per la vicina Casa della Gioventù Littoria.
Completano la visita urbanistica di Tresigallo piazza Italia, dalle prospettive ordinate, i viali e la “periferia”, con le case popolari anni Trenta, a completare la visione organica della “città ideale”.
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[Foto di Francesco Rasero]
