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Ecologia stradale e tutela dell’orso bruno marsicano, l’Abruzzo guida la strada verso la convivenza - eHabitat
10 Novembre 2025

Ecologia stradale e tutela dell’orso bruno marsicano, l’Abruzzo guida la strada verso la convivenza

Ecologia stradale

Intervento di ecologia stradale a favore dell’orso bruno marsicano, nel 2026 partiranno i lavori per una barriera stradale sulla Statale 17

Una tratto stradale sulla Statale 17 in Abruzzo, tra Castel di Sangro e Roccaraso, è noto anche per gli incidenti che hanno visto coinvolti gli orsi bruni marsicani, animali simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), dove vive una popolazione di soli 49-64 esemplari tra l’areale del parco e le zone limitrofe.

Il caso più recente e noto è quello dell’orso Carrito, la vera e proprio mascotte del territorio per le sue incursioni nei centri abitati, che fu purtroppo investito da un’auto nei  pressi di Castel di Sangro, il 23 gennaio 2023. Oggi, fortunatamente, un intervento programmato di ecologia stradale prova ad ovviare a questa problematica: a inizio ottobre, infatti, la Regione Abruzzo ha approvato il progetto presentato dal Pnalm per la messa in sicurezza del tratto della Statale 17 fra Castel di Sangro e Roccaraso, tramite la realizzazione di una barriera in rete metallica che correrà parallela all’asse stradale per sei chilometri.

Il progetto

Il progetto del Pnalm, del valore di due milioni di euro, si inserisce nell’ambito dei Programmi cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) nel ciclo 2021-2027, più specificatamente nell’intervento “Tutela della Biodiversità e miglioramento ecosistemi naturali, potenziamento delle connessioni ecologiche”, finanziato dalla Regione Abruzzo con un totale di 8,5 milioni di euro di fondi europei.

“In un territorio come l’Abruzzo, tutelato per oltre il 35% della superficie totale, grazie ai fondi europei abbiamo messo a disposizione dei Parchi risorse e strumenti concreti per proteggere e valorizzare il nostro patrimonio naturale, in primis l’orso bruno marsicano, ed armonizzare il rapporto tra uomo e natura”, ha commentato Emanuele Imprudente, vicepresidente regionale con delega all’ambiente ed ai parchi.

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La realizzazione di questa barriera stradale insiste su un’area particolarmente delicata e sensibile, che si trova lungo il corridoio di espansione della popolazione di orso marsicano, dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise fino a quello della Maiella, dove la popolazione di orsi è progressivamente cresciuta nel corso degli ultimi decenni.

“L’intervento previsto prevede la realizzazione di una barriera in rete metallica parallela all’asse stradale, progettata secondo i criteri internazionali, così da assicurare l’impossibilità da parte degli animali di accedere alla strada, che è una delle arterie stradali più frequentate dell’Appennino centrale visto che rappresenta uno dei principali assi di collegamento fra il Tirreno e l’Adriatico. La barriera in rete metallica sarà ovviamente realizzata in modo da raccordare i molti punti in cui gli animali possono attraversare la statale in sicurezza, ovvero la parte sopra le gallerie presenti nel tratto stradale, una delle quali lunga oltre 1000 metri. In pratica, i famosi ‘corridoi ecologici’ che molti invocano, senza sapere però bene di cosa si tratta”, chiarisce il Pnalm nel suo comunicato.

Il Parco dimostra così di accettare nuove sfide, avendo realizzato un progetto in coordinamento con altri enti e con risorse destinate ad aree al di là dei propri confini, cruciali però per l’espansione e la conservazione a lungo termine della popolazione di orso bruno marsicano, la sottospecie endemica dell’Italia centrale purtroppo in stato critico di conservazione.

Nel tratto stradale interessato all’intervento sono morti quattro orsi dal 2016 ad oggi, in più si contano altri incidenti legati ai tentativi di attraversamento, fortunatamente non mortali. I lavori partiranno nella primavera del 2026 e dovrebbero concludersi in autunno. Il Pnalm lavorerà in collaborazione con l’Azienda nazionale autonoma delle strade statali (Anas) per il progetto esecutivo dell’opera, in modo da realizzare un intervento che, nel dovuto rispetto del codice della  strada, sia pure allineato agli standard internazionali di sicurezza per la fauna. “In tal senso si lavorerà per valutare l’adozione di misure idonee in prossimità degli innesti di strade secondarie dove, come detto, non è possibile installare recinzioni metalliche”, precisa il Pnalm.

Salviamo l’Orso e Life Safe Crossing

Ampia soddisfazione per quest’opera  è stata espressa pure dall’associazione “Salviamo l’Orso”, che dal 2018 s’impegna per la tutela di questa specie in pericolo d’estinzione tramite attività di reperimento sponsor e raccolta fondi, interventi diretti sul territorio ed iniziative culturali e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

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“Oltre alle misure che devono essere messe in pratica dai vari enti preposti per proteggere l’ambiente dell’orso è necessaria una presa di coscienza collettiva, che riconosca nella battaglia per la sopravvivenza dell’orso un’emergenza culturale non solo nelle regioni interessate, ma del paese intero”, chiarisce l’associazione.

In questi anni di attività e forte impegno “Salviamo l’Orso” è riuscita, ad esempio, a: rimuovere 190 chilometri di filo spinato, mettere in sicurezza 15 vasche di raccolta dell’acqua, vaccinare 900 cani da pastore, installare gratuitamente 441 recinti, potare 700 alberi da frutto ed organizzare ben 300 giornate di raccolta rifiuti.

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La realizzazione della nuova barriera metallica sulla SS 17 è stata definita da “Salviamo l’Orso” come “un passo concreto che non solo prende in contropiede tutti coloro che spesso parlano e poi non agiscono, ma che dimostra come il PNALM si ponga stavolta in totale sintonia con la nostra visione e con i veri bisogni di una specie, come l’orso bruno marsicano, in espansione al di fuori dei territori del Parco”.

Questa nuova struttura, tra l’altro, si ricollega ad un precedente intervento realizzato dal Pnalm e finanziato dal progetto europeo “Life Safe Crossing”, che prevedeva proprio la collaborazione di “Salviamo l’Orso”  – oltre al WWF Italia – e consentì la messa in sicurezza di un altro tratto della stessa arteria stradale.

Lo scopo del progetto “Life Safe Crossing” è quello di ridurre l’impatto delle strade su alcune specie prioritarie dal punto di vista conservazionistico in ben quattro Paesi europei. Si tratta dell’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) e del lupo (Canis lupus) in Italia, della lince iberica (Lynx pardinus) in Spagna e dell’orso bruno (Ursus arctos) in Grecia e Romania.

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Tutte queste specie sono seriamente minacciate dalle infrastrutture stradali a causa della mortalità diretta e dell’effetto barriera. Per mitigare tali effetti “Life Safe Crossing” si è basata su un precedente progetto europeo (“Life Strade”), che aveva sperimentato un sistema innovativo per la prevenzione degli incidenti stradali con la fauna selvatica, ottenendo ottimi risultati in ben 17 siti dell’Italia centrale. Oltre all’adozione di tale sistema, “Life Safe Crossing” con i suoi interventi mira a ridurre il rischio delle collisioni veicolari con le specie target, migliorare la connettività e favorire i movimenti delle popolazioni, nonché aumentare l’attenzione dei guidatori nelle aree di progetto sul rischio di incidenti stradali con gli animali selvatici.

Le misure principali per ridurre la mortalità della fauna selvatica sulle strade riguardano: l’installazione di recinzioni, l’utilizzo di dispositivi ottici e/o acustici, il ricorso ai repellenti olfattivi, la realizzazione di strutture per facilitare l’attraversamento degli animali, l’uso di segnali stradali di pericolo (spesso anche collegati a sensori) ed infine la corretta gestione della vegetazione ai lati della carreggiata. Tramite la riduzione sia della mortalità diretta della fauna sia della frammentazione da parte delle strade, il progetto mira a tutelare la biodiversità nei singoli 29 siti Natura 2000 coinvolti ed a migliorare la loro connettività.

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“È stato stimato che in Italia in ogni provincia almeno 15.000 animali vengano uccisi ogni anno sulle strade, quindi circa 1,5 milioni di animali/anno in tutto il paese. In ogni caso, questo dato è puramente indicativo perché il fenomeno non viene ancora monitorato in maniera accurata e sistematica. Inoltre in Abruzzo le strade rappresentano un’importante causa della frammentazione dell’habitat per l’orso bruno marsicano. Uno dei problemi principali per la conservazione di questa specie, come affermato nel PATOM (Piano d’Azione nazionale per la tutela dell’orso bruno marsicano), è la colonizzazione di altri territori, processo che è seriamente ostacolato dalla presenza di strade, autostrade e altre infrastrutture che attraversano i corridoi che potrebbero essere utilizzati dalla specie. Una delle barriere principali è costituita dalla strada statale SS17 (Sulmona-Roccaraso) che attraversa l’area compresa tra il PNALM e il PNM (NdA, Parco nazionale della Maiella)”, scrivono gli organizzatori del progetto.

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Il precedente intervento realizzato sulla SS 17 con i fondi del progetto “Life Safe Crossing” non è riuscito purtroppo a salvare la vita a Carrito e ad un’altra orsa femmina, rimasta investita nel 2019. Il Pnalm difende comunque l’importanza di quell’intervento che, “contrariamente a quanto sostenuto impropriamente dai molti improvvisati pseudo esperti, aveva funzionato eccome, risultando inaccessibile, seppure realizzato con tecniche non proprio in linea con i principi internazionali per carenza di fondi. Carrito, infatti, la sera in cui venne investito e ucciso, era arrivato sulla recinzione metallica, costeggiandola perimetralmente fino a quando, terminata la stessa, è saltato sulla carreggiata in un punto dove peraltro c’è l’innesto di una strada comunale, e quindi dove sarà necessario trovare una soluzione alternativa alla recinzione, non potendo ovviamente, ostruire il passaggio ai veicoli. Il nuovo progetto consentirà perciò di completare l’intervento, all’epoca limitato per carenza di fondi, ed estenderlo ad un tratto lungo circa 6 chilometri complessivi, proprio grazie alla misura della Regione”.

Il nostro augurio: mai più orsi investiti sulla SS 17.

[Credits foto © dragh Pixabay]

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

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