3 Dicembre 2025

Linguaggio e ambiente, come le parole verdi scompaiono dall’italiano

Linguaggio e ambiente
L’evoluzione del linguaggio riflette i cambiamenti dell’ambiente, si parla sempre più di lavoro (in inglese) e meno di natura

L’evoluzione del linguaggio riflette i cambiamenti dell’ambiente, si parla sempre più di lavoro (in inglese) e meno di natura

Il nostro linguaggio, il modo in cui parliamo e ci riferiamo alle cose, è il risultato di numerose influenze linguistiche, di invasioni, di contatti culturali e di parole prese in prestito. La lingua nasce innanzitutto come necessità: è il bisogno di descrivere la realtà che ci circonda. A seconda dell’ambiente in cui viviamo, sviluppiamo parole diverse, cercando di rappresentarlo nel modo più preciso possibile.

Cani e gatti potranno parlare con il traduttore per animali Zoolingua

Dalla natura alla città, un cambiamento nel nostro vocabolario

Oggi la maggior parte della popolazione vive in città, in zone urbanizzate dove la natura è poco presente. Non vedendo più alberi e prati, ma palazzi e strade, siamo sempre meno esposti al verde e ne parliamo sempre meno.

Uno studio sui toponimi ci svela la storia di lupi e orsi in Italia

Secondo uno studio dell’Università di Derby, che ha analizzato la frequenza delle parole legate alla natura nei testi letterari dall’Ottocento a oggi, l’uso di termini “verdi” è diminuito del 60%. Al contrario, i vocaboli riferiti ad ambienti artificiali non mostrano alcun declino, anzi risultano sempre più comuni.

Le parole italiane che si riferiscono alla natura sono sempre meno presenti nei testi letterari, nelle canzoni e quindi scompaiono anche nel parlato, venendo sostituite da altri vocaboli inerenti stavolta al mondo antropico. 

Comunicazione tra piante, nuove scoperte scientifiche sul linguaggio del mondo vegetale

Un sistema aperto, la lingua cambia continuamente

La lingua, essendo un sistema aperto, cambia continuamente: si appropria di parole straniere e modifica il significato di quelle che già possiede. Negli ultimi anni sono entrati nel nostro lessico molti termini inglesi legati al mondo del lavoro, come smart working, feedback e management, e numerose parole italiane hanno assunto nuovi significati. Un esempio è editare, che in origine significava “stampare”, ma che con l’avvento delle tecnologie digitali viene sempre più usato nel senso di “modificare un video”.

Divieto di uso di termini animali per alimenti vegetali in UE, le nuove regole per i prodotti base planted

Linguaggio a contatto con l’ambiente, parole che in italiano mancano

Questo fenomeno, in cui le parole “verdi” sono sempre meno utilizzate, non esiste nelle lingue delle popolazioni che vivono a stretto contatto con la natura, in cui troviamo termini ed espressioni che in italiano non esistono. Un esempio famoso riguarda gli Inuit, popolazione autoctona della Groenlandia, che hanno sviluppato più di cinquanta parole per descrivere la neve a seconda della sua consistenza, mentre a noi ne basta una, o al massimo due.

Altri esempi si trovano nella lingua araba, ricchissima di vocaboli per descrivere il deserto, oppure nel wagiman, una lingua aborigena australiana quasi estinta, che possiede un termine specifico per indicare l’azione di camminare nell’acqua cercando qualcosa con i piedi: murr-ma.

La guida di Survival per decolonizzare il linguaggio nella conservazione della natura

 

Perdere le parole della natura significa perdere una parte di noi

Il nostro ambiente plasma il nostro modo di vivere e anche il nostro linguaggio. Usare meno parole che descrivono la natura significa perderle, farle diventare obsolete e abbandonare così una parte importante della nostra varietà lessicale e impoverire il nostro rapporto con la natura.

[Foto © Freepick katemangostar]

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli di Ambiente

Go toTop