Green Over Gray: Emilio Ambasz, documentario di Francesca Molteni e Mattia Colombo, riceve la menzione speciale da eHabitat nell’ambito del Clorofilla Film Festival 2025.
Come se non ci fosse un domani al Clorofilla Film Festival 2025
Green Over Gray: Emilio Ambasz è l’affascinante documentario che i registi Francesca Molteni e Mattia Colombo hanno dedicato alla figura e alla filosofia di Emilio Ambasz, architetto e designer argentino che ha unito l’arte architettonica all’armonia e al rispetto nei confronti della natura.
Il film ha fatto parte del programma del Clorofilla Film Festival 2025 nell’ambito di Festambiente, progetto che esplora le tematiche ambientali e sociali anche attraverso la magia del grande schermo.

Ciò che traspare da Green Over Gray è la mente visionaria di un artista che ha incentrato il suo lavoro su un modello di progettazione e di costruzione a lungo termine volto a creare scenari in cui l’opera dell’uomo è al servizio del creato. Edifici e costruzioni, con le loro forme sinuose e le loro linee minimaliste, non sono che un mezzo attraverso cui elevare ed impreziosire la natura senza intaccarne il ruolo primario nel benessere delle nostre vite.
Taranto chiama al Clorofilla Film Festival 2025
In una società abituata a vivere nell’artificialità, in cui piante e alberi sono perlopiù assenti dalla vita quotidiana, il lavoro di Ambasz racconta di un “verde” protagonista che ingloba il “grigio” senza che il cemento soffochi la sacralità dell’ambiente.
Ogni atto di costruzione è una sfida nei confronti della natura. A partire da questo assunto, il lavoro dell’architetto si distingue per l’incredibile capacità di guardare oltre, di leggere il futuro e di creare edifici che traslano dal concetto di tempo e di spazio per mettersi letteralmente al celebrare la natura, rigenerandola, promuovendola e rispettandone l’importanza per la collettività.
Dalla Casa de Retiro Espiritual di Siviglia al Lucille Halsell Conservatory di San Antonio, passando per lo strabiliante ACROS di Fukuoka e l’Ospedale dell’Angelo di Venezia-Mestre, Green Over Gray indaga decenni di lavoro che Ambasz compie guardando in una direzione nuova e avveniristica, primo architetto a considerare l’ambiente come vero protagonista di una disciplina apparentemente impostata sul cemento e sulla distruzione della natura.
Pasturismo, la sfida del turismo dolce nell’entroterra albanese al Clorofilla Film Festival 2025
Emilio Ambasz trasforma il lavoro dell’architetto in un’occasione per valorizzare la natura, per proteggerla e amplificarne il ruolo sociale e spirituale. Le sue opere non invasive contribuiscono, al contrario, ad aumentare la sensazione di idillio e di comunione che l’uomo prova a contatto con gli spazi verdi. Una vera e propria fratellanza che porta a riscoprire il nostro rapporto ancestrale, quasi sacro, con il mondo così come è stato creato, in quanto nostra vera casa.
Green Over Gray racconta questa potente simbiosi attraverso la visione di un uomo e di un artista che ha saputo eccellere nell’impresa di costruire senza distruggere, mettendo in pratica soluzioni virtuose in un mondo che sembra ancora ignorare ottusamente il suo messaggio.
Il documentario di Molteni e Colombo, oltre che nel restituire un ritratto magnetico di Emilio Ambasz e del suo ispirato lavoro, emerge con splendore nel racconto filmico emulando l’armoniosità tipica del protagonista attraverso storie, testimonianze e immagini originali e raffinate.
Clorofilla Film Festival 2025 apre le proiezioni a Festambiente
La redazione di eHabitat è dunque felice di assegnare a Green Over Gray la menzione speciale del Clorofilla Film Festival 2025 “per la forza visiva, la profondità del messaggio e la capacità di stimolare un immaginario nuovo e necessario, di unire divulgazione estetica cinematografica e impegno ambientale, e per aver saputo parlare alla speranza”.
“Green Over Gray è un’opera che racconta con sensibilità e profondità la trasformazione possibile delle nostre città”, ha raccontato Eleonora Anello, direttrice di eHabitat, media partner del Festival. “Attraverso uno sguardo attento e suggestivo, il film mostra come l’architettura verde possa restituire respiro agli spazi urbani, generare benessere e allo stesso tempo illuminare la forza trasformativa del verde nelle nostre città, restituendo allo spettatore una visione in cui natura e architettura dialogano con rara armonia. L’esempio di Emilio Ambasz è un invito a immaginare città più verdi, armoniose, vivibili ma anche più umane e più sostenibili. Il film si distingue per la capacità di trasformare la visione del paesaggio urbano contemporaneo, mostrando come il verde possa non solo inserirsi negli spazi grigi delle città, ma elevarli e rigenerarli. Grazie ad un linguaggio filmico elegante e vibrante, Francesca Molteni e Mattia Colombo ci guidano in un viaggio che è insieme poetico e concreto, ispirazione e testimonianza”.
[Foto @Clorofilla Film Festival]
