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Roots & Shoots, il programma per l'educazione alla sostenibilità eredità di Jane Goodall - eHabitat
5 Dicembre 2025

Roots & Shoots, il programma per l’educazione alla sostenibilità eredità di Jane Goodall

Roots & Shoots è il programma per l’educazione alla sostenibilità e l’impegno civico dei giovani ideato dalla primatologa Jane Goodall, scomparsa di recente

“Le radici si estendono in ogni direzione e garantiscono un appiglio sicuro. I germogli possono sembrare deboli, ma, cercando la luce, sanno aprirsi un varco nei muri di mattoni. Immaginate che quei muri siano tutti i problemi che abbiamo creato al nostro pianeta. Centinaia, migliaia di radici e di germogli, centinaia, migliaia di giovani in tutto il mondo possono riuscire a spaccare quei muri. Voi potete cambiare il mondo”. Con queste bellissime parole la celebre etologa inglese Jane Goodall, scomparsa lo scorso primo ottobre all’età di 91 anni, presentava il programma per l’educazione alla sostenibilità e l’impegno civico dei giovani “Roots & Shoots” (Radici e Germogli), attivo dal 1991 ed oggi uno dei suoi più preziosi lasciti.

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Partendo dalla visione che tutto è interconnesso, “Roots & Shoots” (R&S) coinvolge i giovani in progetti concreti di tutela e solidarietà sul territorio, promuovendo una cultura della responsabilità ambientale e della pace. “Roots & Shoots insegna che anche la più piccola azione a livello locale contribuisce ad un mondo migliore, favorisce il rispetto verso tutti gli esseri viventi, incoraggia la conoscenza e la comprensione di tutte le culture e religioni e ispira ogni individuo ad agire per la propria comunità”, chiarisce l’Istituto Jane Goodall (JGI) Italia. Perché in fondo, come ricordava la compianta primatologa nota in primis per i suoi studi rivoluzionari sugli scimpanzé in Tanzania, “non puoi evitare di trascorrere un solo giorno senza avere un impatto sul mondo intorno a te. Le tue azioni possono fare la differenza e perciò devi decidere quale tipo di differenza vuoi fare”. Una vera e propria chiamata all’azione globale, all’insegna della sostenibilità,  dell’empatia e dell’amore verso la natura e tutte le sue creature.

Quando fu promosso per la prima volta in Tanzania, nel lontano 1991, R&S contava solo 20 studenti: oggi è diffuso in oltre 60 Paesi, si allinea agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 e coinvolge centinaia di migliaia di giovani. Un futuro migliore dipende prima di tutto da noi e dalle nostre scelte.

Il programma

“Roots & Shoots – Radici e Germogli incoraggia i giovani ad attuare cambiamenti concreti positivi a partire dal loro territorio, fornendo a insegnanti e team leader una guida, risorse gratuite e uno spazio di condivisione in cui tutti i progetti sono fonte di ispirazione gli un per gli altri”, chiarisce JGI Italia

Il sogno che ispira ogni azione è quello di riuscire a vivere finalmente in un pianeta sano, in modo sostenibile ed in perfetta armonia con gli animali ed il nostro ambiente condiviso. Per realizzarlo occorre un atteggiamento positivo che inciti ad avere rispetto verso tutti gli esseri viventi della Terra ed a comprendere le varie culture e credenze diffuse in tutto il mondo.

Attraverso esperienze pratiche che promuovono capacità di leadership, lavoro di squadra, pensiero critico e empatia, i giovani diventano agenti del cambiamento della comunità, commenta il team di R&S. Le nuove generazioni sono dunque invitate ad individuare e comprendere i problemi del mondo odierno, a discuterne criticamente ed a provare ad elaborare  soluzioni efficaci. “Quando i giovani iniziano a rendersi conto che ciò che fanno loro, i loro amici e altri giovani in tutto il mondo fa la differenza, questo cambia davvero il loro modo di pensare e crea un senso di collettività”, commenta JGI Italia.

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Il metodo Roots & Shoots

Il modello R&S è in accordo con la cosiddetta “Place-Based Education” (PBE), ovvero l’ultima frontiera raggiunta nell’educazione ambientale. Anche nel nostro Paese, gli insegnanti che con le loro classi vogliono aderire al programma R&S sono chiamati a scegliere uno dei progetti proposti dal JGI, oppure a idearne di nuovi.

Uomo, animali e ambiente sono interconnessi e rappresentano un’unità inscindibile: da questo assunto trae origine il programma che porta le scuole o le classi a realizzare progetti locali od internazionali, che hanno un impatto positivo sull’ambiente ed apportano benefici alla collettività. Al contempo, “gli studenti, nel conoscere la diversità biologica e culturale, accrescono la loro percezione dell’ambiente naturale e urbano quale bene comune. Da qui la loro partecipazione allo sviluppo di soluzioni creative che promuovono l’impegno civico, in un percorso che sviluppa comprensione e apprezzamento del metodo scientifico, maggiore coscienza critica, capacità di analizzare e  risolvere i problemi, chiarisce JGI Italia.

Tutte le risorse del programma R&S supportano l’apprendimento centrato sullo studente, adattabile a diversi gradi e materie. Lo strumento didattico fondamentale a disposizione di insegnanti ed educatori resta il volume Radici e Germogli. Manuale per l’educazione ambientale, umanitaria e per la sostenibilità, che comprende schede di attività differenziate dalle elementari alle superiori e mira a promuovere tra i ragazzi l’interesse scientifico ed una maggior consapevolezza verso le problematiche del mondo attuale. Non dobbiamo pensare però ad un rigido elenco di regole ma ad una vera e propria guida, una bussola per orientarsi nella nostra complessa realtà, che sa indirizzare verso la realizzazione di iniziative piccole o grandi, locali o globali, capaci comunque di fare la differenza.

Gli insegnanti che aderiscono al programma ricevono pure un kit di strumenti e materiali didattici e possono contare sempre sul supporto dello staff del JGI Italia, indispensabile anche per la piena comprensione del valore dell’operato di Jane Goodall e del lavoro di conservazione svolto in Africa dal JGI.

Con il programma R&S i giovani diventano i promotori  della svolta verso un mondo sostenibile, per realizzarla R&S prevede la scelta di uno o più ambiti del programma (ambiente e sostenibilità, tutela animali, comunità), il quale è strutturato in uno schema in quattro fasi successive.

Alla base di tutto c’è l’ispirazione, che si concretizza con la diffusione del messaggio di Jane Goodall e di altre storie di giovani attori del cambiamento. Segue l’osservazione, ad esempio con l’analisi/mappatura delle comunità locali e l’individuazione di problematiche che necessitano di soluzioni concrete ed efficaci. Dopo questo momento di analisi ed elaborazione si passa dunque all’azione, con la fissazione di obiettivi e la divisione dei compiti tra i membri del gruppo. Infine ecco la celebrazione che rappresenta la degna conclusione del progetto realizzato, un ultimo step dedicato ad un bilancio del lavoro svolto, con la giusta messa in risalto degli impatti positivi e l’analisi obiettiva di ciò che non è andato come previsto.

Sul sito del JGI Italia è possibile consultare i molti ed interessanti progetti realizzati nel nostro Paese, che vanno dalle semplici iniziative di economia circolare e corretto riciclo dei rifiuti, alle azioni di tutela delle specie faunistiche italiane in pericolo d’estinzione, fino ad altre varie  attività improntate alla sostenibilità.

Jane Goodall, un ricordo

Guidata da un’incredibile e precoce passione per gli animali, a soli 26 anni la giovane Jane, senza neanche una laurea in tasca, si trasferì nel Parco nazionale di Gombe in Tanzania per avviare i suoi studi sugli scimpanzé in natura, che hanno letteralmente rivoluzionato la  primatologia.

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Li chiamava per nome, non identificandoli con semplici numeri – suscitando anche una certa indignazione nella comunità scientifica dell’epoca -, non di rado la si vedeva abbracciare alcuni esemplari o cercare di instaurare rapporti con quei nostri antenati ancora ampiamente sconosciuti, il suo metodo improntato al rispetto ed all’empatia verso tutti gli esseri viventi ed il suo approccio olistico abbatterono barriere di genere e le permisero di giungere a scoperte straordinarie, che ridefinirono il rapporto tra uomo ed animali. Tra queste l’utilizzo degli utensili da parte degli scimpanzé – la sua osservazione indubbiamente più nota – il loro forte senso di maternità, le relazioni sociali complesse, l’altruismo e la compassione, le cacce cooperative, le strategie di dominio, per arrivare perfino agi episodi di estrema aggressività ed infanticidio.

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Coraggiosa, instancabile e sempre positiva, Jane Goodall divenne presto una figura simbolo della ricerca naturalistica e dell’ambientalismo, catturando una crescente attenzione mediatica. Dopo aver conseguito un dottorato a Cambridge, nel 1977 la celebre etologa concretizzò il suo attivismo in favore degli scimpanzé – sempre più minacciati da bracconaggio e deforestazione – con la fondazione del Jane Goodall Institute, come abbiamo visto ancora oggi attivo con progetti di conservazione realizzati a stretto contatto con le comunità locali e basati sull’uso innovativo della scienza e della tecnologia.

Nel corso della sua lunga vita Jane Goodall ha scritto ben 32 libri, è stata insignita di decine e decine di lauree honoris causa ed ha ottenuto onoreficenze importantissime, quali il titolo di Dame Commander dell’Impero Britannico e la Medaglia della Libertà degli Stati Uniti.

“Con l’incarico di Messaggero di pace delle Nazioni Unite dal 2002, gli ultimi sforzi della dottoressa Goodall sono stati all’insegna di un impegno instancabile nel condividere il suo messaggio di speranza e nell’ispirare le persone di tutto il mondo ad agire ed a fare la differenza, ogni giorno. Da fiera attivista, nel corso della sua vita ha sostenuto innumerevoli cause e organizzazioni, utilizzando la sua piattaforma per sostenere i diritti umani, il benessere degli animali, la protezione delle specie e dell’ambiente e molte altre questioni cruciali. Il suo podcast ‘The Hopecast’ ha raggiunto milioni di persone e di recente Jane si era trovata spesso a parlare al pubblico in virtuale, quando non era in grado di viaggiare per i suoi soliti 300 giorni all’anno”, ricorda il JGI Italia.

Roots & Shoots
© Geary su Wikimedia

La dottoressa Jane lascia un’eredità di immenso valore che non può essere sprecata. “Come Jane, e grazie a Jane sono migliaia, anzi centinaia di migliaia i giovani che oggi fanno la differenza e sanno di dover agire a partire dalle loro comunità perché la Speranza è nel fare”, le parole di Daniela De Donno, presidente del JGI Italia.

 

Marco Grilli

Laureato in Lettere moderne, giornalista pubblicista e ricercatore in storia contemporanea, è consigliere dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea. Nei suoi studi si è occupato di Resistenza, stragi nazifasciste e fascismi locali, tra le sue pubblicazioni il volume “Per noi il tempo s’è fermato all’alba. Storia dei martiri d’Istia”. Da sempre appassionato di tematiche ambientali, ha collaborato con varie testate online che trattano tali aspetti. Vegetariano, ama gli animali e la natura, si sposta rigorosamente in mountain bike, tra i suoi hobby la corsa (e lo sport in generale), il cinema, la lettura, andar per mostre e la musica rock.

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