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L'Italia è Bike Friendly. Le nuove frontiere del cicloturismo
26 Settembre 2016

L’Italia è Bike Friendly. Le nuove frontiere del cicloturismo.

Lo sanno tutti, andare in bicicletta fa bene alla salute. È innegabile. Forse però non tutti sanno che usare la bici ha anche un elevato e positivo impatto sull’economia e gli studi lo confermano: 

  • L’utilizzo della bicicletta in Europa­ stimabile nel 7,2% di percentuale di utilizzo rispetto agli altri mezzi ­ genera ogni anno un giro d’affari 200 miliardi di euro, una cifra pari al PIL della Danimarca” (EU, ECF);
  • I negozi che si affacciano su arterie ciclabili riportano un aumento delle vendite al dettaglio del 49%” (Measuring Streets, NYC, 2012);
  • Raggiungere alti livelli di mobilità ciclabile (almeno il 30%) può consentire la creazione di 76 mila posti di lavoro in Europa e la riduzione di 10 mila morti in incidenti” (OMS 2014).

bici-ue
Di sicuro lo sa bene Giovannino Carrano, direttore responsabile di Italy Bike Friendly, un progetto nato per andare incontro alle esigenze di chi ama girare l’Italia in sella alla propria bicicletta e allo stesso tempo creare un profitto economico proprio grazie allo sviluppo del cicloturismo.
In che modo?
Unire la passione per la mountain bike, la bici da corsa, da passeggio o la fat bike a una rete di strutture “bike friendly” capaci di accogliere in modo adeguato chi sceglie di viaggiare pedalando.

In particolare ci si rivolge agli amici della bici, o meglio a tutte le strutture di ristorazione e alberghiere, ma anche negozi e bar che rispetteranno parametri ben precisi che gli permetteranno di ottenere il marchio di struttura “Bike Friendly”.

italy-bike-friendly
Le strutture interessate devono soddisfare alcuni requisiti minimi: accettare prenotazioni per una singola notte; offrire una colazione nutriente specifica per chi si prepara ad affrontare un lungo tragitto in bici e servire i pasti anche in orari non canonici; avere un deposito dove tenere al sicuro il proprio mezzo e un’officina dove poter trovare anche quegli attrezzi che non sempre si possono portare in viaggio.

Oltre a questi requisiti, spiega Giovannino Carrano, “ogni struttura può offrire servizi aggiuntivi che possono includere la presenza di una guida qualificata, una mappa con gli itinerari suggeriti e i punti di interesse nella zona, un bike shuttle che può intervenire in caso di emergenza e tutto quello che può rendere il viaggio più piacevole e interessante”.

Sul sito è possibile conoscere le strutture presenti in tutta Italia che già hanno ottenuto il marchio Bike Friendly, gli itinerari suggeriti e le informazioni sulle guide che aderiscono all’iniziativa.

Obiettivo: costruire una rete nazionale bike friendly capace di trasmettere l’esperienza del viaggio che non mira alla meta, ma alla scoperta del territorio e creare nuovi itinerari enogastronomici per far conoscere la qualità dei prodotti italiani.

cicloturismo
Seguendo gli stessi principi, nel 2000 è nato Italy Bike Hotels, un consorzio italiano pensato da un gruppo di albergatori appassionati di ciclismo e mountain bike.

In questo caso le strutture coinvolte sono esclusivamente alberghi da tre e quattro stelle che, come nel caso di Italy Bike Friendly, garantiscono servizi quali un deposito sicuro per la bici, officina attrezzata, guide esperte, mappe e percorsi, convenzioni con negozi specializzati e lavanderia specifica per l’abbigliamento tecnico.

Albergabici, ideato dalla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ha invece l’obbiettivo di segnalare le strutture idonee ai ciclisti, con lo scopo di mettere in rete utili informazioni, altrimenti difficilmente reperibili. In questo caso oltre agli alberghi, la lista include anche B&B, agriturismi e campeggi.

Anche se a rilento rispetto a molti Paesi europei sembra che finalmente si stiano creando le condizioni per rendere ancora più piacevole l’esperienza di vivere e viaggiare per l’Italia in modo slow e sostenibile.

Claudia Gaggiottino

Laureata in Comunicazione per le Istituzioni e le Imprese, vive a Torino ma si sente cittadina del mondo e, per questo,è sempre con lo zaino pronto e il passaporto in mano.
Ambientalista convinta agisce nel locale per diffondere un’educazione ambientale globale. Consapevole del grande potere dei mezzi di comunicazione, è diventata giornalista per avere la possibilità di trasmettere i valori legati al rispetto dell’ambiente e condividere buone pratiche quotidiane, che possano aiutare ad alleggerire lo zaino ecologico di ognuno.

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