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Assolta Anita Krajnc, l'animalista che dà da bere ai maiali diretti al macello

Assolta Anita Krajnc, l’animalista che dà da bere ai maiali diretti al macello

La compassione è un sentimento di partecipazione alla sofferenza dell’altro; non si tratta di un sentimento di pena passeggero, ma di una partecipazione emotiva intima e molto difficile verso un dolore che non nasce da noi stessi, ma che percepiamo come nostro. Deve essere stata compassione, quella che ha provato Anita Krajnc quando, durante l’estate del 2015, ha dato da bere ai maiali accaldati che si trovavano su un camion diretto al macello.

Per questa azione, la Krajnc è stata accusata di danneggiamento della proprietà privata e ha subito un processo, a Toronto, durato due anni, che ha avuto il suo epilogo soltanto qualche giorno fa, con l’assoluzione della donna per non aver commesso il fatto.

Anita Krajnc
Anita Krajnc (Fonte foto: The Guardian)

LA VICENDA

Anita Krajnc, attivista per i diritti degli animali e fondatrice di Toronto Pig Save, nell’estate 2015, mentre un camion a rimorchio che trasportava gli animali diretti al macello era fermo ad un incrocio, ha dato da bere ai maiali.

L’autista si è accorto di quello che stava succedendo e, dopo essersi scontrato a parole con la donna, ha chiamato la polizia, sollevando due questioni: gli animali erano una sua proprietà privatanessuno sapeva con certezza se il liquido che la signora avesse dato da bere ai maiali fosse acqua, e quindi avrebbe potuto compromettere il suo lavoro, cioè portare i maiali al macello per permettere la produzione di quel tipo di carne.

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La Krajnc mentre dà l’acqua ai maiali da macello (Fonte foto: cbc.ca)

IL PROCESSO E LA SENTENZA

Proprio dal concetto di animale come proprietà privata invece che come essere vivente, è partita l’accusa di danneggiamento della proprietà privata,  e la Krajnc ha subìto un processo durato ben due anni.

Pochi giorni fa, finalmente, è arrivata la sentenza del giudice David Harris, che ha detto: «Per legge in Canada i maiali non sono considerati esseri viventi come le persone, ma proprietà.

Detto questo, la signora Krajnc non ha ostruito o interrotto il viaggio verso la destinazione finale degli animali, né ha interferito con l’uso, il godimento o il funzionamento legale delle proprietà dell’allevatore.

Inoltre, non era la prima volta che gli animalisti davano acqua ai maiali in quel tratto. Il conducente del mezzo lo sapeva, la direzione del macello lo sapeva, e nonostante ciò non era mai stato rifiutato un carico di maiali.

Per questo la signora Anita Krajnc è assolta, per non aver commesso il fatto».

Anita Krajnc
Anita Krajnc (Fonte foto: testar.com)

CONSIDERAZIONI

Durante il processo, i testimoni a favore della Krajnc hanno posto l’accento sul benessere degli animali, che negli allevamenti intensivi subiscono traumi e torture, e sulla sostenibilità ambientale, poiché la produzione di carne è, a oggi, una delle maggiori cause di inquinamento atmosferico.

Queste le parole di Anita Krajnc, dopo aver appreso la sentenza: «Sono sollevata perché il giudice ha riconosciuto che la compassione non è un crimine, e che non dovrebbe mai essere illegale. Ma ha affermato che i maiali sotto la legge canadese sono considerati proprietà, non esseri viventi. Penso quindi che abbiamo molto da fare».

Di contro, le organizzazioni che rappresentano le aziende agricole in Ontario hanno espresso il loro malcontento per la sentenza del giudice Harris.

Secondo loro questa sentenza creerà un precedente, che incoraggerà attivisti e animalisti a condurre azioni che costituiscono una minaccia per la sicurezza dell’industria alimentare.

TORONTO PIG SAVE

L’organizzazione Toronto Pig Save, fondata dalla Krajnc, è nata con lo scopo di rendere la fine degli animali da macello più tranquilla, senza paura o dolore.

E quando la fine toccherà a noi, attivisti, animalisti, allevatori, operai di macelli, riusciremo a voltarci indietro e a essere fieri di quello che abbiamo fatto nella nostra vita?

Mariangela Campo

Classe 1981, siciliana di origini e lombarda di adozione. È giornalista pubblicista, scrive per diverse testate online, svolge dei laboratori di giornalismo digitale nelle scuole medie ed elementari. Ha due bambini che le hanno insegnato a vivere green e a voler diffondere le buone pratiche della sostenibilità ovunque, soprattutto attraverso la scrittura. Ha studiato lettere, specializzandosi in scienze linguistiche italiane, perché è sempre stata convinta che solo imparando a parlare e a scrivere correttamente si possono diffondere messaggi che non si fraintendano. Ama leggere storie ai suoi figli e scovare sempre nuovi libri.

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