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Punture estive: cosa fare in caso di contatto ravvicinato con meduse, tracine e ricci - eHabitat
30 Luglio 2017

Punture estive: cosa fare in caso di contatto ravvicinato con meduse, tracine e ricci

Oltre all’abbronzatura e al relax, il mare può riservare contatti ravvicinati con creature in grado di “lasciare il segno” sulla nostra pelle.

Le punture estive rischiano di essere uno spiacevole inconveniente durante i sereni periodi di vacanze trascorsi in località balneari.

Meduse, tracine e ricci di mare sono alcune delle creature marine il cui contatto accidentale con la nostra pelle può provocare irritazione e fastidi. Ecco allora come comportarsi per intervenire prontamente e continuare tranquillamente a godersi mare e sole.

Punture estive: meduse

Punture estive: il contatto con le meduse può provocare infiammazione della pelle colpita.
Punture estive: il contatto con le meduse può provocare infiammazione della pelle colpita.

Nel Mar Mediterraneo l’incontro ravvicinato con le meduse è un evento sempre meno raro a causa dell’aumento della temperatura delle acque. Aumenta il rischio di contatto con la pelle dei bagnanti e la conseguente reazione infiammatoria.

Solitamente essa è caratterizzata da bruciore intenso, prurito e comparsa di bollicine. I tentacoli urticanti delle meduse provocano, infatti, una condizione simile ad un’ustione sulla pelle.

Per intervenire prontamente è sufficiente lasciar scivolare acqua marina sulla parte colpita senza frizionare o tamponare. Non è necessaria l’ammoniaca né l’acqua dolce e si deve evitare di strofinare col telo o con la sabbia. Dopo la puntura meglio evitare, inoltre, di esporre al sole la zona colpita.

Se a fastidio e prurito si associano anche altri sintomi, come mal di testa, pallore, aumento della sudorazione e difficoltà respiratorie, può essere opportuno recarsi al più vicino pronto soccorso.

Punture estive: tracine

Punture estive: le tracine sono pesci dotati di aculei velenosi.
Punture estive: le tracine sono pesci dotati di aculei velenosi.

La tracina (o pesce ragno) è un animale con spina dorsale dotata di una ghiandola in grado di emettere veleno. Mimetizzandosi nei fondali sabbiosi, può colpire i piedi dei bagnanti scambiandoli per prede o adottando una reazione difensiva.

La puntura produce un dolore intenso e una tumefazione della zona colpita. Febbre, vomito e difficoltà respiratorie sono sintomi più gravi che possono manifestarsi a seguito dell’incidente.

Immergere completamente la parte interessata in acqua molto calda è la strategia di primo intervento più efficace per attenuare la sensazione dolorosa. È bene inoltre disinfettare la ferita e rimuovere eventuali spine residue con l’aiuto del personale medico presso un presidio sanitario.

Punture estive: ricci

Punture estive: i ricci di mare sono dotati di aculei pungenti ma non velenosi.
Punture estive: i ricci di mare sono dotati di aculei pungenti ma non velenosi.

Anche calpestare un riccio di mare a piedi nudi può rappresentare una spiacevole disavventura estiva. Si trovano facilmente tra gli scogli per cui è opportuno indossare delle scarpe da mare per evitare di ferirsi accidentalmente. In caso di contatto gli aculei, non velenosi, vanno estratti manualmente con l’ausilio di una pinzetta, disinfettando poi in via preventiva la zona interessata. In caso di insuccesso nell’estrazione manuale è preferibile rivolgersi ad un pronto soccorso o ad una guardia medica per evitare infezioni.

Mantenere la calma e intervenire tempestivamente in modo adeguato è sufficiente nella maggior parte dei casi per affrontare senza difficoltà questi spiacevoli incidenti estivi.

GreenElle

Vive a Roma ma mantiene saldo il legame con il suo sud. Appassionata di scrittura sul web, si interessa a tutto ciò che ruota intorno al mondo 'verde': dall'alimentazione cruelty-free alla mobilità sostenibile, dalla cosmetica ai rimedi naturali, il tutto nell'ottica del benessere per l'uomo e l'ambiente.

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