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Quasi 2 milioni di italiani hanno scelto di essere vegan - digitalmarketinglab.net

Quasi 2 milioni di italiani hanno scelto di essere vegan

Vegan

Secondo i dati di settore, negli ultimi anni la tendenza del veganesimo sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo, Italia compresa. Stando a quanto riportato da Eurispes nel 2017, infatti, la percentuale di italiani che ha fatto della causa vegana un vero e proprio stile di vita è pari al 3% della popolazione, ossia circa 1,8 milioni di persone.

Si tratta di un fenomeno in netta crescita, come conferma il fatto che, nell’arco di un anno, la percentuale di vegani nel nostro Paese è pressoché triplicata, permettendo a questo mercato di raggiungere un valore di circa 700 milioni di euro.

Un approfondimento sul mondo vegan

Il veganesimo (o veganismo) nasce in Inghilterra nel 1944 con la Vegan Society, per iniziativa del professor Leicester Donald Watson. Si tratta nello specifico dell’adozione di uno stile di vita che fa a meno di tutti quei prodotti che sono a base di carne, latte e altri derivati animali (come formaggi, uova e miele). Sebbene una scelta così radicale possa inizialmente spaventare, è bene sapere che gli alimenti che rispettano questi criteri sono ormai di facile reperibilità e acquistabili all’interno di molte catene di negozi presenti sul territorio, come dimostrano i prodotti vegani della linea Just Veg! disponibili nei supermercati Aldi.

Tale scelta non coinvolge solo il settore alimentare, ma è più in generale un ripudio di qualunque forma di crudeltà contro gli animali come l’allevamento, la sperimentazione o il loro maltrattamento nei vari processi di produzione. Questa non è però l’unica corrente di pensiero di questo tipo: oltre ai vegan e ai più conosciuti vegetariani esistono infatti anche i crudisti e i fruttariani.

Le città italiane “veg” per eccellenza

Come spesso accade, è il settore del commercio quello che si dimostra più reattivo ai cambiamenti che coinvolgono la società. Per quanto concerne la tendenza vegana, sono numerosi gli esercizi commerciali che stanno andando incontro a questa fetta di pubblico, proponendo con successo dei menu esclusivamente vegan o con varianti delle portate che si adattano a questo stile di vita.

Le città più attente in questo senso si trovano soprattutto al Nord Italia, con Venezia in prima posizione assoluta; subito dopo il capoluogo veneto troviamo Torino, Bologna e Firenze. Si tratta di città che hanno tradizioni che si legano a piatti “per carnivori” ma che hanno saputo adattarsi e reinventarsi in questo senso, non perdendo allo stesso tempo le loro identità culinarie.

Scorrendo la classifica delle città più vegan d’Italia troviamo anche Padova, Verona, Milano, Roma, Bari (unica città del Sud) e Genova.

2 Comments Lascia un commento

  1. Le statistiche e i numeri possono forse interessare a chi segue le mode,il vegano fa una scelta etica,sceglie di non uccidere,di non sfruttare e non togliere il diritto alla vita di alcun animale.
    Consiglio di andare su YouTube e scrivere Mattatoio o slaughterhouse,così da rendersi conto di cosa subiscono queste povere creature.
    Molti non sanno che l’industria casearia (Latte)e’ anche peggiore di quella della carne,le mucche vengono inseminate artificialmente(non sto qui a spiegarti tutto il procedimento,che equivale ad un vero e proprio stupro nei confronti dell’animale),dopo la gravidanza i vitelli sono strappati alle madri (provocando in entrambi un trauma), perché non ne bevano il latte.
    I maschi dopo pochi mesi vengono mandati al macello mentre le femmine prenderanno il posto dalla madre.
    La mucca verrà quindi munta per mesi, durante i quali sarà costretta a produrre una quantità di latte pari a 10 volte l’ammontare di quello che sarebbe stato necessario, in natura, per nutrire il vitello.
    Dopodiché verrà nuovamente ingravidata,e il ciclo si ripete di volta in volta,a circa cinque o sei anni d’età(ultimamente anche a 2-3), ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La durata della sua vita, in natura, sarebbe stata di circa 20 anni, e può arrivare anche a 40.

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