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Cibo e sostenibilità: che cosa sanno i giovani italiani degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile? - eHabitat

Cibo e sostenibilità: che cosa sanno i giovani italiani degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?

Presentato a Roma lo studio IPSOS per Fondazione Barilla sulla conoscenza da parte dei giovani italiani degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e del ruolo che gioca il cibo nel loro raggiungimento.

Un approccio nuovo e radicale nella lotta al cambiamento climatico, fondato su un rapporto equilibrato tra l’uomo, l’ambiente e le risorse naturali.

È questo essenzialmente il messaggio del movimento #FridaysForFuture, che ha visto appena tre mesi fa milioni di giovani riversarsi nelle piazze di tutto il mondo, uniti da un grido di urgenza per una maggiore attenzione al nostro Pianeta.

Studenti protestano per il cambiamento climatico

È sempre più diffusa la convinzione sulla necessità di realizzare i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per dare un impulso allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente.

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Ma i giovani italiani sono al corrente di tutto questo?

È questa fondamentalmente la domanda al centro dello studio IPSOS commissionato da Fondazione Barilla, presentato lo scorso 5 maggio a Roma in occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019.

A distanza di poco più di 10 anni dal 2030, data fissata dall’ONU per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, la fotografia scattata da IPSOS e Fondazione Barilla sul rapporto tra giovani italiani e sostenibilità ritrae tuttavia una situazione non proprio rosea.

Scopo dell’analisi era far luce sul grado di consapevolezza delle giovani generazioni italiane sul tema degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e valutare se e in che misura, la conoscenza di questi si traduce in una reale presa di coscienza e in comportamenti alimentari concreti.

Frutta e verdura Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Lo studio, effettuato su un campione di 800 giovani tra i 14 e i 27 anni provenienti da tutta Italia, ha rivelato come quegli SDGs (Sustainable Development Goals) oggi sulla bocca di tutti, non vadano poi così di moda tra gli italiani under 27.

Solo il 17% degli intervistati li conosce e ne riconosce l’importanza, mentre 6 su 10 pensano che sia compito delle generazioni future raggiungerli.

Bambino supereroe

È davvero possibile che la maggior parte dei giovani non avverta alcuna responsabilità nei confronti delle generazioni che verranno?

Ma c’è di più: il concetto di sostenibilità risulta familiare solo al 40% degli intervistati, e appena 1 su 10 sembra comprendere il vero nesso tra alimentazione e benessere del Pianeta.

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Al contrario, quel che mettiamo nel piatto ha importanti ripercussioni sull’ambiente che ci circonda: basti pensare che la produzione agricola è responsabile del 24% delle emissioni di gas serra. Senza contare poi le ripercussioni sull’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, i terreni sui quali coltiviamo.

Le scelte alimentari incidono profondamente sulla nostra condizione di benessere. Se infatti, da un lato, alimentazione e nutrizione producono effetti immediati e diretti sulla salute delle persone, dall’altro, possono avere un grande impatto sull’ambiente, alterandone i fragili equilibri biologici.

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Ma se il mondo scientifico internazionale appare compatto sulla necessità di una forte e immediata presa di posizione di tutte le nazioni, i giovani italiani sembrano in larga parte estranei al tema.

«Il nostro Pianeta sta bruciando e il tempo per salvarlo è poco, ma tanti giovani non sembrano esserne consapevoli. – ha commentato Anna Ruggerini, Direttore Operativo di Fondazione Barilla – Solo 2 under 27 su 5 adottano diete sostenibili, come la dieta mediterranea, forse perché non hanno chiara l’importanza che questo modello alimentare può ricoprire per la salute nostra e del Pianeta».

Obiettivi di sviluppo sostenibile

Appare chiaro che oggi il tema della sostenibilità non possa prescindere da quello dell’alimentazione. In quest’ottica, nel 2018 Fondazione Barilla, in collaborazione con il MIUR, ha dato il via al programma educativo pluriennale ‘Noi, il cibo e il nostro Pianeta’ per diffondere tra docenti e studenti la consapevolezza sul ruolo centrale che svolge il cibo per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

L'obesità è un problema che riguarda un numero crescente di bambini e adolescenti.

«Serve il contributo di tutti per formare i ragazzi – ha spiegato la stessa Ruggerini – e in questo, chiaramente, un ruolo centrale lo gioca il sistema scolastico con gli insegnanti, che possono aiutare a diffondere la consapevolezza che il cibo è il file rouge che unisce i 17 Obiettivi».

«È ormai assodato scientificamente – ha concluso – che quello che fa bene alla nostra salute ha anche un impatto ambientale minore. La sfida dei prossimi anni è questa: dare vita ad una rivoluzione che parta dal cibo e dalle nostre scelte alimentari e che metta al centro del percorso le diete sostenibili».

Davide Zarri

Classe 1992, di origini bolognesi, ha vissuto i suoi ultimi cinque anni con la valigia in mano. Ambasciatore italiano all’estero, è innamorato della sua terra, con i suoi colori, i suoi odori, i suoi sapori. Laureato in Food System Management all’Università di Bologna, ha una passione per il cibo, le lingue e la politica. Creativo, dinamico, affascinato dall’innovazione ed il cambiamento, nutre un interesse genuino per tutti i temi relativi alla sostenibilità. Alla continua ricerca della meraviglia, sostiene con forza che solo la conoscenza renda le persone davvero libere.

1 Comment Lascia un commento

  1. La scuola ha un ruolo chiave nella formazione giovanile, però per fare questo occorrono dei docenti preparati. Incrociamo le dita…

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