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La promo Pokemon di McDonald’s Giappone finisce in caos e spreco -
20 Agosto 2025

La promo Pokemon di McDonald’s Giappone finisce in caos e spreco, un monito per la sostenibilità

Pokemon McDonald’s

La promozione Pokemon di McDonald’s Giappone ha scatenato caos, prodotto spreco alimentare e critiche per l’impatto ambientale.

Il 9 agosto, McDonald’s Giappone ha lanciato una promozione molto attesa: carte collezionabili dei Pokemon incluse in ogni Happy Meal. Un’idea che sulla carta sembrava perfetta per i fan e i collezionisti, ma che in realtà si è trasformata rapidamente in un problema logistico e sociale, tanto che la campagna è stata interrotta dopo meno di 24 ore.

La promozione prevedeva carte in edizione speciale, tra cui un Pikachu con illustrazione esclusiva. Tali oggetti collezionabili hanno visto una rinascita di interesse globale dopo la pandemia di Covid-19, con nuovi lanci spesso accompagnati da scene di delirio collettivo.

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Dopo l’inizio della promozione, sono apparse online foto di sacchetti di cibo lasciati incustoditi nei punti vendita McDonald’s Giappone o abbandonati in modo disordinato all’esterno.

Ci dispiace informarvi che la distribuzione di carte Pokémon ai clienti che hanno acquistato l’Happy Meal Pokémon, prevista solo per tre giorni, dal 9 all’11 agosto, è terminata in molti punti vendita a causa di vendite superiori alle aspettative“, ha dichiarato McDonald’s Giappone in una nota del 9 agosto.

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La promozione ha infatti spinto molti consumatori, soprattutto collezionisti, ad acquistare grandi quantità di Happy Meal solo per ottenere le carte.

Alcuni clienti hanno addirittura acquistato pasti senza consumarli, contribuendo a un accumulo di cibo inutilizzato e buttato via. Contemporaneamente, le carte Pokémon sono state messe in vendita a prezzi gonfiati su piattaforme online, creando un mercato di scalping che ha sollevato critiche etiche.

Lo spreco di alimenti rappresenta di norma una questione ambientale grave.

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Nei fast-food questo pesa doppiamente sull’ambiente in quanto non solo si buttano via cibi ad alto impatto climatico, come carne e latticini prodotti con enormi consumi di acqua, energia e suolo; ma con essi finiscono nei rifiuti anche imballaggi monouso in plastica, carta e alluminio.

Il sistema di produzione industriale e la rigidità delle porzioni standardizzate fanno sì che il cibo rimasto invenduto a fine giornata non possa essere riutilizzato o rimesso in commercio. Questo porta al suo scarto, con una conseguente perdita di tutte le risorse impiegate lungo l’intera filiera, dal trasporto internazionale delle materie prime fino alla preparazione finale. In discarica, questi scarti generano metano e si mescolano a rifiuti non riciclabili, amplificando l’impatto ambientale di un pasto mai consumato.

McDonald’s Giappone ha dichiarato di sospendere la promozione per affrontare queste problematiche e ha annunciato che valuterà con maggiore attenzione l’impatto ambientale e sociale delle sue campagne future, per evitare di incentivare sprechi e comportamenti non sostenibili.

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Questo caso sottolinea l’importanza per le aziende di integrare la sostenibilità nelle strategie promozionali, bilanciando obiettivi commerciali con responsabilità ambientale. Allo stesso tempo, invita i consumatori a riflettere sul proprio ruolo nel prevenire sprechi e adottare scelte più consapevoli.

In un’epoca in cui la lotta contro il cambiamento climatico e la tutela delle risorse naturali sono priorità globali, casi come quello di McDonald’s Giappone rappresentano un monito sul fatto che anche le attività di marketing devono evolversi verso un modello più etico e sostenibile.

[Foto di Thimo Pedersen su Unsplash]

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