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Studio su 20.000 disegni: un bambino su tre rappresenta lo scienziato come donna - eHabitat

Studio su 20.000 disegni: un bambino su tre rappresenta lo scienziato come donna

scienziato come donna disegno

Uno studio su oltre 20.000 disegni ha mostrato che un bambino su tre rappresenta lo scienziato come donna. Un cambiamento significativo rispetto agli anni ’70, quando quasi tutti i disegni raffiguravano uomini.

La scienza sta cambiando colore, tingendosi di rosa. Almeno nei disegni di bambini e ragazzi. Secondo una ricerca condotta su 20.860 disegni realizzati da giovani di età compresa tra i 5 e i 18 anni, oggi circa un bambino su tre rappresenta lo scienziato come donna. Questo dato segna un netto cambiamento rispetto agli anni ’70, quando quasi tutti i disegni di scienziati erano uomini. E solo l’1% delle rappresentazioni mostrava una figura femminile.

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Lo studio

Un terzo degli scienziati raffigurati dai bambini è oggi, dunque, donna. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Child Development” e ripreso da prestigiose testate come “Nature” e “Science”, è stato coordinato da David Miller della Northwestern University.

L’esperimento si è svolto in modo piuttosto semplice: chiedendo ai bambini di disegnare la figura di uno scienziato. Analizzando i disegni realizzati in un arco di 50 anni (dal 1966 al 2016), gli scienziati hanno inteso comprendere come gli stereotipi di genere nel campo della scienza siano cambiati nel tempo.

Scienziato come donna: un riflesso dei tempi che cambiano

Secondo i ricercatori, questo cambiamento riflette un aumento della presenza e della visibilità delle donne nel mondo scientifico. A partire dal 1960, il numero di donne coinvolte in attività scientifiche è aumentato significativamente. Le percentuali sono infatti passate dal 28% al 49% nelle scienze biologiche, dall’8% al 35% in chimica, e dal 3% all’11% in fisica e astronomia. Inoltre, la crescente visibilità delle scienziate nei media ha contribuito a trasformare l’immagine della scienza da dominio esclusivamente maschile a un campo più inclusivo.

Imprenditoria femminile: verso un futuro più rosa

I bambini disegnano ciò che vedono”, ha osservato Toni Schmader, psicologo della canadese University of British Columbia. Con risvolti positivi a cascata: immaginando più facilmente un futuro nella scienza e colmando così il gender dream gap che vede bambini e bambine sognare futuri differenti a seconda degli stereotipi, le ragazze potranno raggiungere più agevolmente i loro obiettivi nel campo delle discipline STEM.

Se negli anni ’60 e ’70, il 99,4% dei bambini rappresentava lo scienziato come un uomo, questo accade nel 72% dei disegni realizzati tra il 1985 e il 2016.

Una nuova percezione: c’entrano età e genere

La ricerca ha anche messo in luce come l’età e il genere influenzi la visione dei bambini sulla scienza. Dagli anni ’80 in poi, per esempio, il 30% delle bambine di 6 anni e l’83% dei bambini della stessa età ha disegnato lo scienziato come un uomo. A 16 anni, la percentuale scende al 75% per le ragazze e sale al 98% per i ragazzi. Sottolineando come i bambini accumulino esperienze e modelli di riferimento-non esenti, purtroppo, da stereotipi di genere- che influenzano la loro percezione.

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Questo assunto rende ancora più apprezzabile l’evoluzione di mentalità che la ricerca testimonia. Il trend rilevato nei disegni può, infatti, riflettere il cambiamento visibile di una società che sta provando ad abbattere le barriere di genere anche in ambito scientifico. E se gli stereotipi vengono progressivamente superati, le generazioni future potrebbero finalmente vedere la scienza come un terreno fertile per talenti di ogni genere, e costruire sul campo- e in laboratorio-una società più equa.

[Foto di Valentina Tibaldi (disegno di Lara)]

Valentina Tibaldi

Lettrice accanita e scrittrice compulsiva, trova in campo ambientale il giusto habitat per dare libero sfogo alla sua ingombrante vena idealista. Sulla carta è laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione per la Sostenibilità, nella vita quotidiana è una rompiscatole universalmente riconosciuta in materia di buone pratiche ed etica ambientale. Ha un sogno nel cassetto e nella valigia, già pronta sull’uscio per ogni evenienza: vivere di scrittura guardando il mare.

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